Cammino per smettere di pensare. A volte ci riesco. Guardo e sento ogni cosa, il mio cuore riposa. Il peso sullo stomaco diventa un abbraccio, sento una carezza che arriva da un altro tempo. Mi siedo e accolgo il sole, lascio scorrere sul viso il vento di libeccio che soffia leggero, mi identifico nel balletto dei gabbiani che veglia sulla mia gioia di essere giunto qui. I greci la chiamavano hesychia, ἡσυχία: uno stato spirituale di grande tranquillità, dove gli affanni si dissolvono nella pace e nel silenzio interiore. Avrò cura della mia anima: è una promessa, un debito che ho con me stesso, in questa vita.
(Nizza, photo by Pim)








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