La notte esala un profumo di miele selvatico, e le stelle come ghirlande s’intrecciano su di noi. A piedi nudi percorriamo il sentiero che si dipana sull’erba umida del prato. La brezza sottile scompiglia capelli e sorrisi. Sento le tue dita unite nelle mie, un brivido che risale fino alla schiena. Le parole dalle tue labbra si posano nel mio cuore come un bacio invisibile, e la pelle freme al desiderio di perdermi in un abbraccio. Nel nostro rifugio segreto i pensieri diventano musica, e nella penombra componiamo melodie armoniose. La poesia, i sogni, il desiderio, accendono nel petto un calore dolcissimo. Il respiro si confonde tra sfumate confidenze che ci sussurriamo bocca a bocca. I tuoi occhi sprigionano piccole scintille d’argento che illuminano i nostri visi di brevi lampi. Avverto tutta la bellezza del dono misterioso che il cerchio del destino ha stretto nelle mie mani. E mi arrendo, inebriato di felicità, a quest’onda lieve che accarezza l’anima.

(14 febbraio 2005)

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Febbraio 2006
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere