Torino2006_1È arrivato il giorno che noi torinesi temevamo. Il giorno dopo la fine dei Giochi. Il tempo è scivolato via come una lama sul ghiaccio. Il passaggio della fiaccola, la cerimonia di apertura, il susseguirsi delle competizioni, le premiazioni in piazza, gli spettacoli, la gente per le strade, l’atmosfera di una festa quasi inaspettata.

Ieri sera il braciere si è spento, e così le luci della ribalta. Da stamattina leggo negli occhi di tutti coloro che incontro una malinconia sommessa. Ritorniamo alla normalità quotidiana, trafelata e meno leggera. Ci riappropriamo della nostra città, lieti di averla condivisa con una parte di mondo che adesso, improvvisamente, ci manca.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Febbraio 2006
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere