Mi ha girato intomo
per mesi giorni ore
e m’ha posato la mano sul seno
dicendomi cuoricino
E m’ha strappato una promessa
come si strappa un fiore dalla terra
E dentro la sua testa ha custodito la promessa
come si tiene un fiore in una serra
Ho scordato la promessa
e subito il fiore è appassito
e aveva gli occhi fuori dalla testa
e m’ha guardato storto
e m’ha insultata
Un altro è venuto e non m’ha chiesto niente
ma mi ha guardata dalla testa ai piedi
E già per lui ero nuda
dai piedi alla testa
e quando mi ha spogliata
mi son lasciata fare
E non sapevo niente di lui.

(J. Prévert)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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