Ti prendo la valigia, disse lui. Grazie, è piuttosto pesante, rispose lei. L’acqua sciabordava sulle fiancate rugginose del traghetto. Nel cielo slavato, un velo di sole lasciava indecisi se indossare gli occhiali scuri.
Ti prendo la valigia, disse lui. Grazie, è piuttosto pesante, rispose lei. L’acqua sciabordava sulle fiancate rugginose del traghetto. Nel cielo slavato, un velo di sole lasciava indecisi se indossare gli occhiali scuri. Non vedo commenti su questo blog, o meglio non ne vedo tanti per quanto in realtà merita. Un saluto Gloria di Raccontiamoci
E’ vero, non ha tutti i commenti che merita. A volte con meno di dieci righe, Pim riesce a fre affiorare i sentimenti, i ricordi, le nostalgie dei lettori, o perlomeno di quelli sensibili. Questa è magia, non scrittura.
Sono d’accordo, un modello di sintesi. Quasi una poesia in prosa.
Ciao, aspettiamo la prossima
Dragor (journal intime)
Vi ringrazio per l’attenzione che dedicate alle piccole cose che scrivo. So bene che ci sono blog più interessanti e à la page del mio, però, perché negarlo, i complimenti fanno sempre piacere.
Un abbraccio.
Pim
Questo blog è bellissimo. Non ha molti commenti perché ispira più che altro riflessioni intime, personali. Io, Dragor e Spank abbiamo spesso molti commenti ma perché siamo dei provocatori, ma la bellezza di un blog non si misura certo dal numero di commenti. Ciao Pim!

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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