Il_regista_di_matrimoniÈ un film disagevole, permeato di simboli spesso indecifrabili, complesso anche sul piano visivo, pieno di sequenze che disorientano lo spettatore. Bellocchio racconta il percorso di fuga di un intellettuale in crisi esistenziale. Un percorso onirico, che segue traiettorie oscure, scarti improvvisi, soluzioni inaspettate. La riproposizione attraverso uno specchio deformante della vicenda dei Promessi Sposi rappresenta la chiave di lettura della nostra società, ancora impregnata di umori arcaici ed opprimenti.

Il regista di matrimoni di Marco Bellocchio con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Samy Frey, Gianni Cavina (Italia 2006, 107’)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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