È un film disagevole, permeato di simboli spesso indecifrabili, complesso anche sul piano visivo, pieno di sequenze che disorientano lo spettatore. Bellocchio racconta il percorso di fuga di un intellettuale in crisi esistenziale. Un percorso onirico, che segue traiettorie oscure, scarti improvvisi, soluzioni inaspettate. La riproposizione attraverso uno specchio deformante della vicenda dei Promessi Sposi rappresenta la chiave di lettura della nostra società, ancora impregnata di umori arcaici ed opprimenti.
Il regista di matrimoni di Marco Bellocchio con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Samy Frey, Gianni Cavina (Italia 2006, 107’)





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