Il_codice_da_vinciA parte che il Codice si chiama Codice Leonardo e non Da Vinci. A parte che sui misteri dei Templari ha già detto tutto, e meglio, Umberto Eco in Il pendolo di Foucault. A parte che la levata di scudi della Chiesa appare ridicola a fronte della sostanziale pochezza del libro di Dan Brown. A parte questo, e altro ancora, il film risulta essere un fumettone sciapo ed indigesto. C’è troppa carne sul fuoco, e cuoce troppo lentamente. Soprattutto manca quel pizzico di sense of humour che avrebbe reso il polpettone più palatabile.

Non vale la pena scandalizzarsi per le tesi che si sostengono, sebbene la labilità, se non l’inaffidabilità, delle fonti dovrebbe perlomeno renderle dubbie. Si tratta di una fiction, e la veridicità non è necessariamente richiesta. La questione è un’altra: i protagonisti si prendono terribilmente sul serio, formulando congetture e sputando sentenze a ruota libera, fino a rasentare paradossalmente il ridicolo involontario. La vicenda si aggroviglia e si sgroviglia tra agnizioni e rivelazioni senza il dinamismo che richiederebbe il genere. La suspence è pari a zero, i colpi di scena pochi e telefonati, i dialoghi prolissi e ridondanti. Pur trovandosi in mezzo ad una sequela di situazioni da far tremare le vene ai polsi, Tom Hanks e Audrey Tautou mantengono un aplomb incredibile, ai limiti della catatonia, e ripetono stolidamente un copioncino appena imbastito. Gli altri personaggi sono semplici stereotipi che si muovono come burattini in un contesto complesso ma, alla fin fine, fittizio.

Requisito fondamentale in produzioni smaccatamente commerciali come questa dovrebbe essere il divertimento, che invece latita di brutto. E anche la confezione appare meno lussuosa di quanto ci si sarebbe potuto attendere. In ogni caso, chi è andato in visibilio per il libro uscirà dalla sala soddisfatto per averlo sostanzialmente ritrovato; gli altri si congratuleranno con se stessi per essersi tenuti alla larga.

Il Codice Da Vinci (The Da Vinci Code) di Ron Howard con Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Paul Bettany, Alfred Molina (USA 2006, 152’)

10 responses to “Il Codice Da Vinci”

  1. Avatar prishilla

    Bè, già non avevo tanta voglia di vederlo, dopo la tua recensione figuriamoci… grazie, hai reso l’idea!

  2. Avatar Biz

    Non avendo letto nè il libro nè visto il film, non posso giudicare.
    Sono solo un po’ allibito dalla importanza data alla cosa da parte della Chiesa, che ha aumentato senza dubbio l’audience.
    Mi fa ricordare che tempo fa Pasolini notava come fosse assurdo che il Vaticano gridasse allo scandalo per scene osè (negli anni ’60 e ’70, si fa per dire) nei film in tv, non preoccupandosi minimamente dell’impatto di “Carosello”.

  3. Avatar Pim

    Ti ringrazio, ma è soltanto un parere come tanti altri. A qualcuno è piaciuto. Seduta sulla poltrona al mio fianco c’era una ragazza che, durante la proiezione, si agitava come un’invasata…

  4. Avatar Pim

    Naturalmente. Ciò che è condannato o proibito affascina e seduce sempre, anche se, qualche volta, non vale poi granché.
    Credo che la Chiesa avrebbe dovuto tenere un atteggiamento più obiettivo e sereno. E magari concentrare l’attenzione su altri temi, certamente più urgenti e rilevanti.

  5. Avatar dragor (journal intime)
    dragor (journal intime)

    L’ho visto a Cannes e mi è sembrato parrocchiale. Della falsa provocazione, un pot-pourri di vecchie storie che conoscono tutti. Oltre a tutto è anche mal realizzato. Il vero tema, quello dell’omosessualità e della pedofilia di Gesù Cristo, sempre che sia esisito realmente, non lo affronta nessuno perché è politicamente scorretto. Eppure, il giorno del gay pride, proprio a Cannes Gesù Cristo marcia sempre in prima fila…
    Un caro saluto
    dragor (journal intime)

  6. Avatar Pim

    Qualcuno lo vuole sposato, e pure padre. Qualcun altro afferma che è omosessuale e pure pedofilo.
    Povero Cristo (appunto)…
    Tutti vogliono fargli dire e fare ciò che neppure lui si sarebbe mai sognato…

  7. Avatar Gianni Ruotolo

    La cosa interessante è la reazione della chiesa, oltre ad invitare al boicottaggio della poltroncina del cinema, sembra che mi porporati si sentano seduti sulla molto meno comoda poltrona del dentista…

  8. Avatar Pim

    Per qualcuno, è sempre tempo di inquisizione…

  9. Avatar Rai

    Ho letto il libro 2 anni fa e sono andato a vedere il film pochi giorni fa. Il libro lo ritengo un bel romanzo aldilà di tutto, forse la parte finale ha deluso le aspettative, ma rimane un buon libro da leggere. Il film, come tutti i film tratti da romanzi non è all’altezza, ma nonostante ciò lo consiglio soprattutto per chi non ha letto il libro. Poi tutte le polemiche che ci sono state dietro e tutti i libri collegati al “codice da vinci” li lascio agli altri.

  10. Avatar Joe Damn

    il codice da vinci sta a il pendolo di foucault come una puzzetta in un ascensore affollato sta a un geyser spompato di fronte a una folla di turisti delusi e perplessi.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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