L’asino il re ed io
Saremo morti domani
Di fame l’asino
Di noia il re
E io d’amore

Un dito di gesso
Sulla lavagna dei giorni
Traccia i nostri nomi
Ed il vento tra i pioppi
Ci chiama
Asino Re Uomo

Sole di Feltro nero
Già i nostri nomi sono cancellati
Acqua fresca di Pascolo
Sabbia di Clessidra
Rosa di rosso Rosaio
Strada più lunga di tutte le strade

L’asino il re ed io
Saremo morti domani
Di fame l’asino
Di noia il re
E io d’amore
Nel mese di maggio

La vita è una ciliegia
La morte è un nocciolo
Un ciliegio l’amore.

(J. Prévert)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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