Il supermercato Il supermercato somiglia ad un cimitero, con le corsie come vialetti e gli scaffali che sembrano loculi. Se non fosse per le buste colorate, le vaschette di polistirolo e l’omino del pesce, mi farei ogni volta il segno della croce. Poi tutta quella gente con lo sguardo assente, che spinge carrelli ricolmi di prodotti di cui non ha bisogno. Perché è la logica del consumismo, altro che la festa dei prezzi. Se intendi acquistare il sale, che costa un'inezia, devi prima passare davanti a centinaia di articoli più cari che occhieggiano dai ripiani. E vuoi mettere che non vi sia nulla che non valga la pena? Il supermercato è utile, si trova qualunque cosa, fa risparmiare un sacco di tempo. Non dico di no, infatti ci vado spesso. Però, sotto una luce bidimensionale, si respira un’atmosfera di plastica come in certi laboratori. Solo che qui le cavie che fanno girare la ruota siamo noi. Ed io mi sento sempre vagamente stranito.

9 responses to “Il supermercato”

  1. Avatar montgolfier

    mi viene in mente una poesia di Ginsberg, non so se la conosci, è qui http://www.poets.org/viewmedia.php/prmMID/15306

  2. Avatar Betta
    Betta

    …ecco perchè io preferisco i negozi di pizzicheria e i vecchi alimentari, che purtroppo nelle città vanno scomparendo e spesso hanno prezzi proibitivi..
    Ciao!
    Betta

  3. Avatar dragor (journal intime)
    dragor (journal intime)

    E quei loculi, se ci pensi, sono pieni di cadaveri.
    dragor (journal intime)

  4. Avatar agnès

    Vebbeh, è vero, fare al spesa è uno schifo… Però non si può farne a meno, a-menità o no… Scusa il giro di parole.

  5. Avatar Pim
    Pim

    Caro Montgolfier, frequento poco la Beat Generation, quindi non conoscevo quella poesia. Ti ringrazio per avermela segnalata.

  6. Avatar Pim
    Pim

    Anch’io, Betta, preferisco i vecchi negozi di generi alimentari, magari quelli non lontano da casa. Però mi sono ormai rassegnato al fatto che i supermercati hanno un po’ di tutto e a prezzi più favorevoli.

  7. Avatar Pim
    Pim

    Se ti riferisci al tonno in scatola, sì, Dragor, hai perfettamente ragione…

  8. Avatar Pim
    Pim

    Ciao Agnès. Ogni tanto ho il trip della desperate housewife, per cui non mi dispiace fare la spesa…

  9. Avatar Rai

    Ciao io abito in provincia di Milano, sono circondato da centri commerciali, ipermercati di dimensioni assurde. Vicino a casa mia c’è l’Orio Center (catena Iper) ed è situato di fronte all’areoporto di Bergamo, ecco per farti capire le dimensioni non si capisce chi dei due è l’aeroporto :-).
    Vabbè con la globalizzazione ormai stiamo andando alla deriva. La vita è frenetica e lo sviluppo di queste catene non fan bene al consumatore, si c’è la facilità di scelta, forse e dico forse un lieve risparmio, ma è impensabile vedere domeniche di agosto passare la gente dentro a questi “cimiteri”. Stanno nascendo i gruppi GAS (gruppi di acquisto solidale) http://www.sottocontrollo.it/articoli.asp?Id_servizio=5
    dove c’è qualità,etica e amore nella produzione dei prodotti.Vabbè chi vivrà vedrà.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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