Chartres_1 Per quel poco che ho provato, e che quindi posso capire, l’anima si manifesta soltanto in certe straordinarie situazioni e per attimi brevissimi. Poi si rintana immediatamente nel corpo, ancor prima di lasciarsi riconoscere in modo compiuto. Perché rifugge da qualsiasi tentativo di cognizione, o forse semplicemente per capriccio. Non lo so.

So tuttavia che ho vissuto tale fulminea epifania nella cattedrale di Chartres, inghiottito nelle viscere di questo gigante poderoso che affascina e intimorisce ogni viaggiatore. Davanti all’Ascensione, di fronte all’altare maggiore, ho distintamente percepito l’anima affacciarsi alla porta del corpo e varcarla per un istante. L’ho avvertita mentre, dopo una prodigiosa ascesa, si rivelava fresca e pura alla voce misteriosa che l’aveva chiamata. In quel momento ho avuto la sensazione di far parte di un’entità sconosciuta che, respirando in comunione con me, assurgeva ritmicamente dalla cripta sino alle torri per ridiscendere lungo le vetrate. Poi la vertigine è svanita, d’improvviso com’era comparsa. Cessato quell’invisibile bagliore, mi sono ritrovato solo, abbandonato da quella presenza metafisica che si era irradiata intima eppure estranea. E subito ne ho sentito un’immensa nostalgia.

Ho pensato allora che l’anima è piccola e che, in mezzo al groviglio dei pensieri, può perdersi facilmente. Invece qui – in quest’oscurità duecentesca cui a stento l’occhio si abitua –, qui – in questo silenzio acufenico che striscia nelle orecchie –, qui – in questo brulicare di passi, nel bisbiglio delle preghiere, tra mille ceri fiammeggianti e Madonne nere –, proprio qui – dal sonno della ragione in cui s’era adagiata – ha ritrovato la propria smagliante trasparenza. E per una frazione d’attimo, ha visto senza vedere quel barlume di luce che il giorno ostinatamente nasconde.

(Agosto 2000)

4 risposte a “Chartres”

  1. Avatar lara
    lara

    E’ vero, Chartres ha qualcosa di catartico come nessun’altra cattedrale possiede, almeno tra quelle che ho visto io.
    Quando esci, sei diverso, lì dentro hai compiuto un percorso..

  2. Avatar Pim

    Sì, è vero: una specie di percorso, simboleggiato dal labirinto che i pellegrini un tempo percorrevano in ginocchio.
    Ciao Lara.

  3. Avatar montgolfier

    molto bello questo pezzo
    un saluto
    Mont

  4. Avatar Pim

    Grazie Mont. Detto da te, è un complimento che mi fa molto piacere.
    Contraccambio i saluti.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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