Mi guardai le mani. Guardai se mi fossi ferito. Le mani di Cristo erano mani bellissime. Guardai le mie mani. Neanche un graffio. Non un taglietto. Neppure una scalfittura. Sentii le lacrime colarmi giù per le guance, strisciare pesanti come cose insensate senza gambe. Ero pazzo. Dovevo essere pazzo sul serio.
(C. Bukowski, Storie di ordinaria follia)
Ma sono consapevole che non tutto è nelle mie mani. L’incidente può sempre accadere, e la ferita nuovamente riaprirsi.





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