Diventerà giorno con un cielo biancastro, la brezza umida ad alzare la foschia.
Il fischio del treno mi scuoterà e un’ondata di sangue caldo inonderà le vene.
Appena un passo sul predellino e non farò più parte di questa terra.
Sarà voltare le spalle al vento, verso le nubi spezzate dal sereno, il sole in faccia.

Nessun dorma… Tu pure, o principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle
che tremano d’amore e di speranza.
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà.
No, no, sulla tua bocca lo dirò
quando la luce splenderà.
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
che ti fa mia.

Dilegua, o notte… Tramontate, stelle…
All’alba vincerò.

(G. Puccini, Turandot)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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