Passioni_segrete Questo è il compito delle passioni: ricordarci chi siamo, che siamo vivi, che siamo prima di tutto le onde dell’energia vitale. In ognuno di noi si esprimono a modo loro. Resistere alle passioni, controllarle, inserirle nella nostra visione della vita è il vero peccato, il peggiore egoismo. Noi siamo qui per servire i nostri demoni, per dare loro consapevolezza. Non sono le passioni a farci male, no. La sofferenza viene dal fatto che vogliamo resistergli. Per questo gli uomini e le donne vere hanno il loro carattere, non sono domabili, non sono ammansibili. […] Quelli che accettano le “brutte cose” che li abitano, che si lasciano portare dalle “forze primordiali” sono persone autentiche, anche se avranno molti nemici, susciteranno invidie e in alcuni momenti della vita si sentiranno tormentati. Solo loro possono trovare il Sé, solo loro danno un senso all’esistenza. E allora per loro può scattare la parola magica “io sono come sono”, che non è superbia, ma umiltà nei confronti della vita. Le onde del mare della vita mi hanno fatto così e io seguo il destino che hanno tracciato per me. Allora le forze primordiali, a chi le accoglie anche come ossessioni e disturbi o attaccamenti, regalano la gioia, la felicità e un occhio aperto al mistero. Le mie ossessioni sono i miei segreti, sono il regalo che la vita ha fatto a me. Le coverò dentro di me. […] Le persone vere girano per il mondo con le loro passioni segrete, si riconoscono come diverse da tutti gli altri. Sono egoiste perché difendono il loro spazio vitale, il loro essere diversi da tutti, sono un mistero e sono una benedizione.

(R. Morelli, dall’editoriale di Riza psicosomatica n. 309, nov. 2006)

8 responses to “Passioni segrete”

  1. Avatar montgolfier

    condivido il messaggio di fondo, ma non del tutto la forma, che mi sembra mettere un piede nel misticismo e nell’urlato (forze primordiali).
    Come ho anche scritto, le passioni sono quanto ci aiuta a essere vivi. Se vissute a fondo, con sincerità e verità (non come distintivi di latta che ci fanno migliori), ci avvicinano agli altri credo.
    In questo senso non credo a quella chiusa con l’egoismo etc
    Ciao
    Mont

  2. Avatar Prishilla

    “io sono come sono” non coglie la tensione dell’evolversi, o dell’involversi, comunque del movimento dell’essere umano. autodeterminato o eterodetermonato che sia. e poi, le passioni sono in noi o le passioni siamo noi?
    🙂 ciao Prish

  3. Avatar Pim

    Ciao Mont. Premetto che non nutro una gran simpatia per Morelli – e per i vari studiosi della psiche che frequentano i salotti tv. E l’articolo che ho in parte riportato è obiettivamente scritto male.
    In ogni caso, Morelli spiega che seguire le passioni non significa essere egoisti, ma lasciare esprimere le “forze primordiali” (termine di derivazione junghiana) che abbiamo in noi, seguire cioè le pulsioni più profonde. Anche quando sconvolgono la nostra vita, travolgono le certezze.
    Sono sostanzialmente d’accordo, però c’è un punto che rimane (almeno per me) insoluto: spesso tali passioni provocano dolore in chi ci sta intorno, e allora che dobbiamo fare? Seguirle ad ogni costo, limitarsi a controllarle cercando un equilibrio, oppure rinunciare del tutto?

  4. Avatar Pim

    Nel contesto, la frase “io sono come sono” ha un significato: però è chiaro che non contano solo le onde della vita (per riprendere la metafora) ma anche come noi abbiamo imparato a tenerci a galla, in che modo continueremo a farlo, e dove vogliamo arrivare.
    Le passioni siamo noi. In base a questo postulato, Morelli afferma che vanno ascoltate e soddisfatte. Condivido. Però c’è un quesito che rimane secondo me insoluto: quando non siamo in accordo con noi stessi, che cosa dobbiamo fare?

  5. Avatar Prishilla

    Bella domanda. Secondo me quando non siamo in accordo con noi stessi la cosa migliore è chiederci il perchè. Voglio dire: possiamo non essere in accordo con noi stessi perchè quello che ci viene istintivo non corrisponde a quello che ci hanno insegnato, oppure perchè non corrisponde a come ci fa piacere pensare di essere, oppure …. Personalmente credo che “non sentirci d’accordo con noi stessi” sia un sintomo da approfondire e che non ci siano risposte facili come “segui il tuo cuore”.
    Per riprendere la metafora delle onde, che mi piace molto, fra lasciarsi trasportare e nuotare a perdifiato contro la corrente, per me che amo il mare, c’è una terza via: mettere la testa sotto e guardare cosa c’è!
    Sei d’accordo?

  6. Avatar montgolfier

    distinguerei alcuni livelli.
    le passioni possono essere in contrasto con il lavoro che facciamo, perché non abbiamo avuto la possibilità o il coraggio di farne il nostro lavoro.
    le passioni, quando non coincidono con quelle del partner o di chi in generale ci sta intorno, possono essere in conflitto con l’uso del tempo.
    in entrambi i casi possiamo non essere d’accordo con noi stessi, o con una parte di noi stessi, e quindi dover fare delle scelte.
    io credo che l’essenza delle cose sia saper fare delle scelte, l’importante è saperlo, sapere che anche non decidere è una decisione, e soprattutto, sapersi assumere le conseguenze (troppo stoico?)
    poi sono consapevole che rispondo solo in parte alle tue domande, cosa che del resto è difficile fare in questo piccolo spazio
    bel tema comunque Pim
    un saluto
    Mont

  7. Avatar Pim

    Certamente Prishilla. Fare snorkeling è molto divertente e istruttivo…

  8. Avatar Pim

    Non sei stoico, Mont, hai ragione: l’importante è che ogni scelta venga fatta in maniera consapevole e responsabile. Si può anche sbagliare, ma conservando la propria dignità.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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