Curerò le tue ferite, amando i traumi che le hanno generate e le sofferenze che hanno provocato.
Ti guarirò, ammalandomi del tuo stesso male.
E insieme a te potrò guarire anch'io.
Curerò le tue ferite, amando i traumi che le hanno generate e le sofferenze che hanno provocato.
Ti guarirò, ammalandomi del tuo stesso male.
E insieme a te potrò guarire anch'io.
Come dire: ti amerò di un amore totale…
Bellissimo!
Cate 😉
Sadomaso?
dragor (journal intime)
(ho pensato la stessa cosa di Dragor ;))
Molto bella, da vero innamorato
Grazie, Cate e Dolcyssyma. A volte le parole nascono da sole…
Non avevo pensato ad un risvolto sadomaso, Dragor, però adesso che me lo fai notare… Comunque il senso non era quello.
🙂
Ciao.
Davvero bello. Sì, l’amore non può avere surrogati è totalitario, positivo e non contempla il male non a caso è raro. Mi piace molto il bacio di Klimt!!
Ciao Pim!
Bellissimo Pim…
:)))
Irene
Mi ricorda tanto “La Cura” del mio conterraneo “filosofo”, Battiato

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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