Sì, d’accordo: ma a quale tra i vari impegni rubare quel paio d'ore di cinema che ci si somministra settimanalmente? Allo studio? Al lavoro? Alla famiglia? Agli amici? Ai parenti? Alla tv? Al sonno? Dove trovare il tempo per un film? Problema serio, davvero. Che, in fondo, non sussiste. Se ci si pone la questione del tempo, significa che ciò che manca è la voglia. Perché, a ben pensarci, nessuno ha mai tempo per il cinema. La vita, con i suoi micidiali doveri, è un perenne ostacolo alla visione di un film. "Vorrei tanto andarci più spesso. Sai com'è, però, tra una cosa e l'altra… Beato te che puoi!". Che posso? Cosa intendi dire. Che sono un perdigiorno? Un plantigrado sfaticato? Non conosci anche tu gente mediamente occupata, tutta poltrona e telecomando?
Ti spiego la mia opinione, poi giudica. Il tempo per assistere ad un film è sempre tempo rubato. Come il tempo per leggere, d'altronde. Come il tempo per amare. Rubato a cosa, mi chiederai. Beh, diciamo… al dovere di vivere. Il cinema non ha niente a che fare con l'organizzazione del tempo secondo le convenzioni sociali, le regole auree della produttività (bleah!). Il cinema è un modo d’essere. Come la lettura, l'amore. La questione non è stabilire se abbiamo o non abbiamo tempo per un film, per un libro, per una donna. Perché nessuno ce lo concederà mai spontaneamente, senza cavar fuori qualche obiezione. La questione è se vogliamo concederci o no l’impagabile piacere di vivere.
(Dedicato ad Antonio, www.goodnightandgoodluck.it)





Rispondi