Febbraio La nebbia gialla del mattino evapora sul fiume ai primi raggi. Capanni di pescatori, canottieri che remano a pelo d’acqua, ciottoli erosi dalla corrente. Dal canneto sgorgano scrosci fangosi e starnazzi improvvisi. Verso la pianura si svelano cascine diroccate, tratturi allagati e facce dallo sguardo consumato. L’aria ha l’identico odore della memoria.

8 risposte a “Febbraio”

  1. Avatar agnès

    .. ma anche la memoria può esser fatt adi aria…

  2. Avatar Orbita
    Orbita

    E bellissima.
    Ciao

  3. Avatar Giulia

    Bell’immagine, veramente bella.

  4. Avatar irenespagnuolo

    Quando la poesia delle cose diventa parola…

  5. Avatar Prishilla

    vorrei essere un canottiere….
    prish

  6. Avatar Elydon

    Accantonando tavolozza e pennello, hai dipinto con le parole.

  7. Avatar Fabioletterario

    La memoria smossa dal vento si muove tra gli alberi, e il fruscio leggero accarezza l’orecchio di chi ascolta… Vieni a trovarmi, se ti va. Fabio

  8. Avatar Francesca
    Francesca

    passeggio spesso dalle parti di quell’albero della foto credo che sia viale dei deportati lungo il po, è molto più bella quella sponda

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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