Voglio_farti_un_discorso_sulla_famigliaVoglio farti un discorso sulla famiglia… Quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alle virtù… E adesso ripeti insieme a me… Santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini… dove i bambini sono torturati da quando dicono la prima bugia, la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall’egoismo…

(B. Bertolucci, Ultimo tango a Parigi)

12 responses to “Voglio farti un discorso sulla famiglia”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Tema dolente e complesso.
    Da trattare con delicatezza ma, concordo, fuori dalle ipocrisie. Può essere la culla del bene e del male…
    Arduo addentrarsi…

  2. Avatar Giulia

    Si parla tanto di contenitori e poco di contenuto. Se parlassimo di più sui rapporti, sull’amore, sulla genitorialità forse sarebbe meglio che non queste inutili difese di una famiglia che si sgretola per ben altri motivi che l’esistenza dlle coppie di fatto. Ciao Giulia

  3. Avatar Pim

    Hai ragione Irene, quello della famiglia è un tema difficile. Ma ieri sera, mentre ascoltavo al tg le sciocchezze gonfie d’ipocrisia di politici ed ecclesiastici, mi sono ritornate alla mente queste parole pronunciate da Marlon Brando. Contengono alcune verità troppo spesso rimosse.

  4. Avatar Pim

    Sono d’accordo, Giulia. La famiglia è un territorio relazionale complesso: è questo l’aspetto da prendere in considerazione quando se ne parla.

  5. Avatar Biz

    Pim, però avresti dovuto mettere una foto relativa alla scena 🙂

  6. Avatar Biz

    Scherzi a parte, comunque, si può dire della famiglia pressappoco quel che notoriamente disse Churchill della democrazia. Un sistema pessimo, ma è il migliore di cui disponiamo.
    Sono assai curioso – anche se preoccupato – di vedere come andrà a finire, concretamente, nel destino delle persone con questa ideologia che vede come unico orizzonte l’individuo isolato o al massimo “in coppia” (scusate, ma il termine “coppia” mi ricorda i canarini).
    Ho già visto alcuni miei coetanei sul disperatuccio, a giocare all’adolescente permanente.
    Bertolucci sarà anche un bravo regista (a me non piace), ma non ha nemmeno 1/100esimo dell’intelligenza del francofortese T. Adorno, quando, una trentina d’anni prima, scriveva:
    “I tentativi di sortita dalla famiglia borghese, quando non hanno significato politico, finiscono, quasi sempre, per irretirci ancor più nelle sue maglie, e qualche volta si direbbe che l’infelice cellula della società, la famiglia, sia nello stesso tempo la cellula protettrice della volontà intransigente di creare una società diversa. Con la famiglia – perdurando il sistema – è scomparso non solo l’organo più efficiente della borghesia, ma la resistenza che, se opprimeva l’individuo, d’altro canto lo rafforzava, o addirittura lo produceva. La fine della famiglia paralizza le controforze. L’ordine collettivistico nascente è una tragica parodia di quello senza classi: e col borghese liquida l’utopia che si nutriva dell’amore della madre”
    Si, nemmeno 1/100esimo di questa intelligenza.

  7. Avatar montgolfier

    sono abbastanza d’accordo con i commenti di Biz (entrambi…)

  8. Avatar Pim

    A dir la verità, Biz, quella foto l’ho cercata ma non l’ho trovata…
    🙂
    Un film non è un saggio filosofico: Adorno è Adorno, ma Bertolucci rimane pur sempre un ottimo regista – nonostante qualche scivolone.
    Non so se la famiglia è il migliore dei mondi possibili, in ogni caso è un sistema relazionale che presenta angoli profondamente oscuri. In questi giorni di esaltazione strumentale, nessuno vuole tenerne conto.

  9. Avatar agnès

    Pim, non ricordo più se queste parole sono state pronunciate prima o dopo l’uso alternativo del burro…

  10. Avatar Pim

    🙂
    Prima, e anche durante.

  11. Avatar agnès

    Vedi, allora è ovvio che non potesse trattarsi di discorso edificante riguardo il ménage familiare.. un buon capofamiglia non avrebbe dimenticato quanto incide il burro nel budget della spesa….

  12. Avatar Pim

    :-)))
    Dici sia meglio la margarina?

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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