“L’irrompere di una sensazione è soltanto il punto d’arrivo di una gradualità nascosta, che non viene necessariamente percepita”.
(Fred Vargas, Nei boschi eterni)
“L’irrompere di una sensazione è soltanto il punto d’arrivo di una gradualità nascosta, che non viene necessariamente percepita”.
(Fred Vargas, Nei boschi eterni)
Un fuoco che covava già sotto la cenere…
Personalmente me ne rendo sempre conto quando ormai è tardi…
… o come l’acqua che bolle nella pentola…
Capita quasi sempre così. Al di sotto di una certa soglia non si percepisce nulla, poi, improvvisamente, si supera il punto di non ritorno.
Concordo con quello che dici Giulia
L’avevi scritto ieri, ma si lega in modo curioso al tema del “libro interrotto”
oops! mi sono sbagliato: è l’irrompere di una sensazione.
Avevo letto interrompere una sensazione
forse vale lo stesso 🙂
Sì, più o meno sì.
Ciao Biz.
allora, com’è? (nei boschi eterni, intendo)
Un libro avvincente, scritto con uno stile asciutto ed elegante. Vargas ha il pregio di descrivere personaggi a tuttotondo, inseriti in un inquietante contesto esoterico reso però lieve da un umorismo sottile.
Una lettura molto piacevole, secondo me.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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