Per ogni domani Smarrita e indifesa, piccola e nuda, ti chiudo nel cavo delle mani, accogliendo nell'ansimare del fiato il soffio di una passione lungamente sospesa. Mi plasmo su te, del pube faccio una sacca per contenerti, della comprensione una boa per vascelli fantasma. E ti avvolgo. Sul ciglio della sera, fra grappoli di luci in lontananza. Stelle o finestre, cuori o sassi. Che cosa cambia. Tutto è te, tu sei tutto. E solo a te posso dire: sempre.

(Roma, 18 marzo 2007)

12 risposte a “Per ogni domani”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Pim…quanto meraviglioso calore !

  2. Avatar Betta
    Betta

    Bellissima Pim…!!

  3. Avatar Pim

    L’aria di Roma suscita pensieri, nutre passioni…

  4. Avatar Guizzo

    Pim, è meravigliosa…!

  5. Avatar anecòico

    Senza parole. Davvero.

  6. Avatar Giulia

    La tua anima è davvero un’anima appassionata. Ciao Giulia

  7. Avatar montgolfier

    chapeau
    Mont

  8. Avatar agnès

    “Ti avvolgo”.
    Da leggere con il sottofondo di
    “Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
    Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
    I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi, la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
    Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
    Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.”
    Anche tu sei un essere speciale. Fortunata chi ha cura di te.

  9. Avatar tristantzara

    Bellissima foto,e anche le tue parole,notevole.

  10. Avatar Pim

    Irene, Betta, Guizzo, Giulia, Anecòico, Mont, Agnès, Tristantzara… quanti complimenti! Vi ringrazio di cuore.

  11. Avatar Prishilla

    Un brindisi a Roma, allora…
    Prish

  12. Avatar sara
    sara

    Vibra, e fa vibrare…davvero molto bella. Ciao, Sara

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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