Vengo, con la presente, a te, per chiederti di esentarmi d’urgenza
dal comunicare, con te, per telefono: (io non posso battere zuccate disperate,
contro il primo muro che mi trovo a disposizione, ogni volta, capirai,
appena mollo giù il ricevitore):

(perché, mia diletta, io non saprò mai
separare, stralciandole, le tue parole, a parte, dai tuoi gomiti, dai tuoi alluci,
dalle tue natiche, da tutta te): (da tutto me):

sola, la tua voce mi nuoce.

(Edoardo Sanguineti)

7 responses to “Vengo, con la presente”

  1. Avatar sara
    sara

    Per fortuna passavo di qui…altrimenti l’avrei persa!
    Grazie, Sara.

  2. Avatar Pim

    Grazie a te per la visita, Sara. A presto, ciao.

  3. Avatar tristantzara

    Struggente.Le voci ammaliano .

  4. Avatar Pim

    … Ma la mancanza di un contatto fisico può fare impazzire…

  5. Avatar kincob

    questa non la conoscevo… oggi è un buongiorno: ho scoperto qualcosa di nuovo!
    buongiorno anche lì

  6. Avatar Pim

    Non la conoscevo neppure io. Me l’ha segnalata una persona a me cara, e rappresenta quindi anche un omaggio nei suoi confronti.

  7. Avatar mario
    mario

    ho appena perso una persona con la quale , ormai , il rapporto era solo telefonico. ho letto ,ho pianto. grazie

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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