In_memoria_di_me Un ragazzo di buona famiglia intraprende un periodo di noviziato nell’Ordine dei Gesuiti, alla ricerca di una propria collocazione nel mondo. Qui scopre l’importanza del silenzio e della meditazione, ma lentamente comprende quanto sia inautentico il suo approccio al sacro e rimangano irrisolti i rapporti umani all’interno di una comunità conventuale. Dopo Private, sul diritto alla terra e alla libertà, Costanzo concentra l'attenzione sul tema delicato della spiritualità. La ricerca di Dio si può attuare solo nell’alveo ristretto della vita sacerdotale, oppure ciascuno deve perseguire una vocazione personale, anche in maniera eccentrica rispetto alle istituzioni religiose? Si capisce che Costanzo è un regista ambizioso, con una particolare predisposizione a trattare argomenti di carattere etico, e bisogna riconoscergli che riesce almeno in parte a raggiungere gli scopi che si prefigge. Peccato che le musiche non siano sempre azzeccate e la provocazione (inutile) nel sottofinale faccia vacillare l’equilibrio del film.

In memoria di me di Saverio Costanzo con Hristo Jivkov, Filippo Timi, Marco Baliani (Italia 2007, 115')

4 risposte a “In memoria di me”

  1. Avatar anecòico

    Temo non andrò a vederlo, ma grazie per la recensione puntuale e competente.
    http://cattivamaestra.blog.lastampa.it

  2. Avatar Pim

    Non è un film agevole (confesso di aver chiuso gli occhi in qualche momento) e capisco che l’argomento possa non interessare. Costanzo rimane tuttavia un regista da seguire. Sicuramente è il più profondo e lucido della sua generazione. L’unico rischio cui può andare incontro è che, ponendosi sempre degli obiettivi elevati, finisca per strafare.

  3. Avatar tristantzara

    Ci sono,..ci sono..leggi i commenti su “Blog per tutti” su cattivamaestra di dieci giorni fa. I blogs non sono mille ma almeno 56…e poi vedi se non ho ragione, sono in tantini a lamentarsi delle selezioni.Scusa intromissione

  4. Avatar Francesca
    Francesca

    non so se tu abbia visto centochiodi, io sono uscita dal cinema un po’ perlessa
    vorrei un’opinione…non un dibattito

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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