Lo_sguardo_2

Scesero per la scaletta che portava alla spiaggia, poi si fermarono a contemplare le onde, le vele, le nuvole. “Ero diventata una vecchietta. Curva, stanca, la pelle rugosa. Quasi da non riconoscermi. Ho provato un turbamento terribile. Era passato tutto quel tempo senza che me ne accorgessi. Avevo perso la mia giovinezza, per sempre. E con la giovinezza ogni speranza…”. Arrossì. “Ho pensato che nessun uomo si sarebbe più voltato a guardarmi”. Continuò, con voce più bassa: “Stamattina, mentre cammino, vedo la mia immagine riflessa in una vetrina. Sono sola. Dovunque vado, qualunque cosa faccio. Sempre da sola. A volte mi prende un senso di disperazione che non sai…”. S’interruppe, brevemente. “Come nel sogno, mi sono detta: nessun uomo si volterà mai più”. Rimase immobile, gli occhi a seguire la linea incerta della battigia. La spiaggia era grande e il vento teso. Le lacrime si spargevano sulla sabbia intorno.

(A Lucia)

5 responses to “Lo sguardo”

  1. Avatar Pim

    Il quadro è di Djordje Prudnikoff – Il desiderio di Keen.

  2. Avatar Giulia

    E’ bellissimo e non hoaltre parole, ciao Giulia

  3. Avatar montgolfier

    chapeau

  4. Avatar anecòico

    molto intenso

  5. Avatar tristantzara

    Ti saluto,io lascio ho altri impegni e luoghi,ma ci sentiremo.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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