"La mia avidità di guardare è tale che i miei occhi finiranno per consumarsi, e quest'usura delle pupille sarà la malattia che mi porterà a morire. Una notte guarderò così fissamente nel buio che ci finirò dentro."
(Michelangelo Antonioni)
"La mia avidità di guardare è tale che i miei occhi finiranno per consumarsi, e quest'usura delle pupille sarà la malattia che mi porterà a morire. Una notte guarderò così fissamente nel buio che ci finirò dentro."
(Michelangelo Antonioni)
Stupenda…
guardare così tanto da cancellarsi, da diventare oggetto di sguardo altrui: forse il modo migliore per uscire definitvamente dall’inquadratura della vita per un regista.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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