Il Torino Film Festival stava perdendo colpi. Non un declino vero e proprio, il pubblico calante (40-45000 persone comunque) non costituiva un problema. Era diventato meno accattivante, gli stessi ospiti da due anni, quindi riscuoteva un riscontro mediatico inferiore. La Festa di Roma, con il proprio innegabile substrato politico, aveva poi influito negativamente in un contesto già asfittico come quello del cinema italiano – ne sanno qualcosa Venezia e Taormina. Si trattava di apportare modifiche sostanziali affinché riacquistasse notorietà e visibilità, ma senza stravolgerne la natura. Con Nanni Moretti Torino ha ritrovato il proprio Festival.





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