Per un’attrice di cinematografo giovanissima, straniera, lontana.

Ti vidi un giorno per alcuni istanti
e so che mai potrò più rivederti.
Tu mi passavi leggera dinnanzi
levando il viso pieno di dolcezza,
ravvolta nei capelli evanescenti.
Eri lontana, fors’anche diversa,
forse ad altri vendevi quel tuo riso,
forse lo vendi ancora, ma il sorriso
il tuo sorriso doloroso, mai
me lo potrò scordare. So che il tempo
mi caccierà l’amarezza dal cuore
e che mai più ti rivedrò in mia vita
ma è tanto dolce sognare con te.

[20 dicembre 1924]

(Cesare Pavese, Le Poesie)

2 responses to “Ti vidi un giorno per alcuni istanti”

  1. Avatar Fino

    Hai tirato fuori questa poesia del giovane Pavese con tutte le sue acerbità e le sue illusioni sulla donna.
    Chissà perché ildestino si ripete. Sarà prorio un’attrice questa volta americana, Costance Dowling, la donna a cui Pavese dedicherà tante poesie della racolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.
    Buona giornata
    Fino

  2. Avatar Pim

    Ho ripreso questa poesia perché, nei giorni del Tff, mi è capitato davvero di incrociare casualmente un’attrice giovane e straniera.
    Non è una delle migliori liriche di Pavese, e neppure tra le più note. Però, come affermi, lascia presagire il suo destino.
    Buona giornata anche a te, Fino.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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