Avec toi, chaque jour pour toujours…

<>, la ringrazio rigirando il biglietto d’auguri tra le dita.
<< Mi piace la parola toujours, perché significa tous les jours. Non è la stessa cosa che dire sempre >>.
Sorrido: <>.
<< Oh sì. Devi prendermi in parola >>, e accentua quel devi con delicata determinazione.

7 responses to “L’amore determinato”

  1. Avatar irenespagnuolo
  2. Avatar Amanda

    Eh sì, è una frase impegnativa !
    Tutti i giorni, significa proprio tutti tutti, sempre invece significa che potrebbe essere alcuni giorni sì ed altri no, per sempre.
    In effetti è una bella differenza… :))))

  3. Avatar Laura

    Ti auguro sia un biglietto ricevuto in questi giorni. O un pre-sentimento di cui tu hai scritto così bene tempo fà…te lo meriti
    Ciao Pim, ci sono ancora e continuo da lettrice
    Un caro saluto,
    Laura

  4. Avatar Chiara

    Magari un uomo un giorno mi dicesse queste parole!
    Beato te!

  5. Avatar Pim

    Amanda:
    È come dici. Qualche giorno di più, qualcuno di meno, qualcun altro per niente…
    Laura:
    Il biglietto è autentico. Spero di meritarmelo, tutti i giorni…
    Chiara:
    Quando ti capiterà, proverai sicuramente lo stesso stupore e la stessa emozione che ho sperimentato io.
    Ciao, a presto.

  6. Avatar marina

    Posso fare la guastafeste? Tutti, tutti i giorni rende il tutto un po’ scontato.E forse noioso. E’ meglio che ci siano dei giorni “no”, perché poi gli altri diventano molto più ardenti.
    Intanto però non stare troppo a sottilizzare e agisci! 😉
    Auguri ciaomarina

  7. Avatar Pim

    No, non fai la guastafeste… 🙂
    La situazione che descrivi è quella che in realtà succede normalmente. Mi piace però pensare che ci si possa voler bene tutti i giorni senza darsi per scontati.
    Ciao Marina.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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