Maschere La sala fu invasa da un gruppo di maschere avvolto dal freddo di fuori. C’era anche un suonatore di fisarmonica, e tutti si diedero a ballare con saltelli rapidi e brevi. Qualcuno aveva aperto una bottiglia di vino e offriva da bere a chi porgeva il bicchiere. Erano maschere stranissime. Alcune vestite da donna, con ampie sottane e merletti bianchi che coprivano interamente il viso. Altre sembravano ragazzi vestiti con vecchi abiti rivoltati e le fodere rotte. Uno teneva in un sacco del pane raffermo, le donne reggevano al braccio grosse valigie vuote. Dopo che ebbero ballato e bevuto si fecero riconoscere. Rimasi strabiliato quando scoprii che le maschere vestite come vecchie pazze erano invece dei giovani scatenati, e quelli che credevo ragazzi erano stravaganti signore giunte dal vicino ospizio. Gridando e sbattendo i piedi per terra se ne andarono allora tutti quanti, accompagnati dalla fisarmonica che imperterrita continuava a dare il ritmo.

La sala restò vuota nel silenzio, il pavimento disseminato di coriandoli e stelle filanti. Fu allora che lei si avvicinò. Aveva le guance rosse, il naso da pagliaccio, una ciocca gialla di parrucca spuntava dal cilindro posato a sghimbescio sul capo. Il trovarmi così a quattr’occhi mi metteva leggermente a disagio. Sapevo che era beffarda, non mi avrebbe rispettato, e finito col vendicarsi per essere stata lasciata nello sgabuzzino. Senza parlare aprì il corpetto e pose la mia mano sul seno. Sentivo distintamente il suo alito che odorava di colla e cartapesta. Ma bastò aprire la finestra e lasciar entrare la luce del giorno che il pagliaccio moriva e si ricopriva di polvere.

8 responses to “Maschere”

  1. Avatar marina

    Mi piacciono molto i racconti brevissimi. Bisogna essere bravi per rendere viva una vicenda appena abbozzata. E’ una sfida che hai vinto
    ciaomarina

  2. Avatar anecòico

    in poche righe riesci sempre a ricreare un’atmosfera… e meglio del famigerato brandy! 🙂
    un abbraccio
    anecòico

  3. Avatar Pim

    Grazie per l’apprezzamento, Marina. In effetti si tratta di un sogno sconfinato nel dormiveglia e che, successivamente, ho provato a raccontare. Spero che nessuno si prenda la briga d’interpretarlo!
    Ciao.

  4. Avatar Pim

    Vecchio Piemonte etichetta nera… 🙂
    Un po’ noir, sì…

  5. Avatar marina

    Interpretarlo? Che siamo matti?
    si ringrazia e basta
    ciaomarina

  6. Avatar Ste

    Bello ed avvolgente. Vivido.
    Ciao. Ste.

  7. Avatar Fino

    Il trucco e l’anima. La finzione e la realtà. Tatti questi temi in punta di penna e con maestria.
    Ciao, Fino

  8. Avatar Pim

    Fino e Ste: grazie!

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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