Le_tante_verit L’ho capito attraverso te. La verità non è mai una sola, e ha infinite sfaccettature in rapporto al vissuto individuale. È possibile sostenere due tesi differenti, entrambe vere. Il problema non è giudicare, condannare o assolvere. Il problema è capire. E allora, il saper tacere e ascoltare hanno una grande importanza. Troppe volte non si presta attenzione a quanto l’altro dice, ma ci si concentra su ciò che pensiamo voglia dire. Recepiamo appena qualche spezzone di frase e subito lo interpretiamo secondo le nostre categorie mentali. In altri casi tendiamo a dominare il colloquio, impedendo all’interlocutore di esprimere le proprie riflessioni; spesso non lo lasciamo andare oltre le prime fasi di un ragionamento, interrompendolo dopo poco con evidente impazienza.

Il silenzio è una scelta difficile. L’ascolto attivo comporta un coinvolgimento instancabile, un riordino costante di quanto ci viene comunicato e una sua elaborazione per costruire le risposte. Non è facile essere davvero presenti, attenti, ricettivi, senza incorrere nel rischio di alterare o, peggio, di mutare senso alle argomentazioni. Non dobbiamo perciò metterci al centro di tutto ciò che avvertiamo. La percezione di ciò che accade intorno a noi non è che la proiezione del nostro stato d’animo in quel momento.

Sovente le parole servono all’interlocutore per nascondersi, mascherarsi, mentire: anche in quei casi gli appartengono profondamente e vanno perciò accolte con benevolenza. Talvolta ci colpiscono, ci addolorano, è vero. Non sono però conseguenza di una cattiveria messa in atto nei nostri confronti, bensì della fragilità di fronte alle tensioni del vivere. Rappresentano più una reazione di difesa che di offesa. Perché occorre un atto sovrumano di fiducia per affidarsi completamente all’altro quando ci si sente deboli, scoperti, esposti. Se non le comprendiamo, se non diamo ad esse il valore che meritano, non giungeremo mai ad afferrare almeno una delle possibili verità che ci indicano.

(Per Lucia)

11 responses to “Le tante verità”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Saper ascoltare non a caso è grandissima virtù. Esprime un’attenzione e un rispetto che supera largamente la marea di parole di “comprensione e conforto” pronunciabili…

  2. Avatar Antonio Cracas

    Caro Pim,
    saper ascoltare implica sicurezza di sé, equilibrio, volontà di concedersi al prossimo, desiderio di crescita (non economica, certamente). Purtroppo oggi, ma come di fatto è stato ieri, e forse anche domani…
    Un abbraccio.
    Antonio

  3. Avatar luigi

    parole sante. Ed anche questa virtù,il saper ascoltare, il lasciar esprimere è davvero difficile quanto gratificante da praticare.
    Ben detto comunque.
    luigi

  4. Avatar Prishilla

    “anche in quei casi gli appartengono profondamente”: credo sia questa la chiave più importante per arrivare all’altro.
    prish

  5. Avatar francesca

    vorrei copiare quanto hai scritto e farne dei volantini da distribuire in giro…servirebbe a molti

  6. Avatar Laura
    Laura

    “..vanno perciò accolte con benevolenza..” una grande lezione di comunicazione. Sempre molto profondo ciò che scrivi.Un carissimo saluto
    Laura

  7. Avatar zia elena

    Condivido il tuo pensiero, anche se devo ammettere che, ogni tanto, cado anch’io nella trappola: interpreto senza che l’interlocutore abbia finito di parlare, o, peggio, lo interrompo.
    Tollero male questo mio difetto, ma, allo stesso tempo, non riesco ancora a debellarlo del tutto!
    Buonanotte.
    Elena

  8. Avatar Mayra G Louis

    Comunicarei in modo efficace è impossibile, senza che l’altro sia in ASCOLTO. Purtroppo, come affermi anche tu, non sempre è facile riuscire a restare in silenzio, entrare in empatia con l’altro, fare spazio a ciò che dice/sente, senza interpretarlo con il nostro filtro…
    Se e quando ciò accade è meraviglioso, poichè permettiamo di arricchirci e di aprirci completamente all’altro.
    Grazie dello spunto di riflessione
    Mayra G Louis

  9. Avatar giulia

    Leggerti è sempre un gran piacere… Giulia

  10. Avatar Pim

    Grazie a tutti per i commenti che avete lasciato. Li ho letti in silenzio, meditandoli in cuor mio…

  11. Avatar oroboros
    oroboros

    Considerazioni fondate e intelligenti adatte anche, e forse soprattutto, in quei rarissimi casi nei quali la verità espressa da uno degli interlocutori espone una verità di ordine universale e non individuale. Perché se è vero che ogni verità si mostra nei limiti che le sono imposti dalla posizione relativa del punto di vista che la considera, è altrettanto vero che tutte le mezze verità costituiscono i tentativi con i quali queste verità cercano di fissare la loro unica fonte, che è la Verità indiscutibile irradiata e motivata dal centro della circonferenza ipotetica che la ospita e non da uno degl’indefiniti punti di vista che compongono la superficie di quella circonferenza che è riflesso di quel Centro.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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