Lassassinio_di_romano_prodi Gli ultimi mesi di vita del governo di Romano Prodi e del suo assassino Clemente Mastella, famigerato fuorilegge sudista. La trama ripercorre l'arrivo di Mastella nel consiglio dei ministri, l'abbandono della carica di guardasigilli, e lo scontro psicologico che lo portò a decidere di far fuori Prodi. Durante gli ultimi giorni della sua carriera il famoso premier si ritrova solo e sfiduciato. Mastella è un ambizioso parassita affascinato da Prodi e dalla sua leggenda ma smanioso di crearsi un proprio sistema di potere. Il film vuole essere una riflessione poetica sull’assassinio e sulle sue conseguenze politiche. Il tema è interessante, ma emerge in modo forte solo quando il circo Mediaset si offre di acquistare il cadavere di Prodi per esporlo in pubblico e Mastella diventa la star del successivo governo presieduto da Silvio Berlusconi. Il film, abilmente diretto da Camillo Ruini, utilizza la cornice western, ma soltanto per fornire un ritratto disperato della crisi italiana ormai cronica, tra corruzione, veleni, inchieste giudiziarie e scelte impopolari.

13 responses to “Il film della settimana: “L’assassinio di Romano Prodi per mano del codardo Clemente Mastella””

  1. Avatar luigi

    E’ allucinante che il tuo post, peraltro molto carino ed esaustivo, riporti fatti di cronaca vera e reale come soggetto. Un attimo di attenzione bisognerebbe dedicarlo alle motivazioni del parassita mastella: bloccare il referendum che cancellerebbe la sua ridicola accolita impropriamente definita partito. Sa bene che in caso di elezioni anticipate,continuerebbero ad esserci dei fuori di testa capaci di votarlo ancora.
    luigi
    luigi

  2. Avatar Pim

    Credo anch’io che le motivazioni di Mastella (e non solo sue) siano legate con nodo doppio al progetto di una riforma elettorale. Riforma che non risolverebbe certo la crisi in cui è sprofondata la politica ma che renderebbe comunque più governabile l’Italia.
    Buon fine settimana, ciao.

  3. Avatar Fino

    Nel film c’è stato anche un pezzo d’avanspettacolo di bassa lega: quel senatore si AN sguaiato con la bocca piena di mortadella. Nemmeno nei film con Alvaro Vitali s’era arrivato a tanto.
    Buona serata, Fino

  4. Avatar marina

    E’ una pochade, ma è anche un film dell’orrore purtroppo
    ciaomarina

  5. Avatar Pim

    E quella sequenza in cui Marini, accorgendosi che alcuni senatori stanno facendo saltare tappi di spumante, alza la voce: “Non siamo in osteria!”…
    Che squallore, Fino…

  6. Avatar Pim

    Un film grottesco, Marina, pieno di fatti paradossali e personaggi da parodia. In qualche momento mi ha ricordato “Prova d’orchestra”, di Fellini.

  7. Avatar dragor
    dragor

    E’ straziante, come avevo scritto in un post…
    dragor (journal intime)

  8. Avatar irenespagnuolo

    Straziante pure accoppiare spumante e mortadella…
    La dice lunga, confusi e di pessimo gusto.
    🙁

  9. Avatar Pim

    Dragor:
    Hai ragione. Straziante è l’aggettivo più qualificativo che si possa attribuire a questa situazione.
    Irene:
    L’accoppiata spumante e mortadella è un insulto alle papille gustative, oltre che all’opinione pubblica…

  10. Avatar Guizzo

    Ma Prodi non l’avevano già fatto fuori nel primo episodio? E poi questo film non regge: non è credibile, è troppo assurdo, nella realtà non potrebbe mai accadere!

  11. Avatar Pim

    Ciao Guizzo, bentornato. In effetti si trattava di un remake. La trama è inverosimile, perché il film è di genere fantapolitico – tipo “Il Dottor Stranamore”, per intenderci. Credo comunque che il sequel non sarà da meno…

  12. Avatar D'IO

    Straziante pure la “foto rotate” di Cusumano in aula, degna del miglior Caravaggio!…la vado a mettere da me per chi l’avesse persa e volesse. Io spero, ma ci credo poco, in una riforma elettorale a priori.
    francesc0

  13. Avatar Pim

    Sono d’accordo con te, Francesco. Sulle elezioni e circa la luce caravaggesca delle foto di Cusumano (ottima osservazione).

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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