Vado a memoria. Finché ne ho.
Il timido aprile
è un mese gentile,
rallegra ogni cuore
donandogli un fiore.
Tappeti ricama,
gli uccelli richiama,
i bimbi di scuola
radioso consola
facendo occhiolino
dal verde giardino.
(G. Rodari?)
Vado a memoria. Finché ne ho.
Il timido aprile
è un mese gentile,
rallegra ogni cuore
donandogli un fiore.
Tappeti ricama,
gli uccelli richiama,
i bimbi di scuola
radioso consola
facendo occhiolino
dal verde giardino.
(G. Rodari?)
Età felice e spensierata l’infanzia. Eliotperò scrive: “Aprile è il più crudele dei mesi:genera/Lillà dalla terra morta, mescola/Ricordo e desiderio”.
Buona domemica, Fino
Vero che è per i piccini, ma la semplicità di questi versi è solo incantevole e fresca come acqua di sorgente.
Buona domenica Pim
Adoro Rodari, Giulia
uhm… sì, lo stile sembra proprio quello di Rodari, ma dando un’occhiata alla mia raccolta non l’ho trovata… 🙂
anecòico
Leggendo questa poesia ho ripensato alla passeggiata in bici che ho fatto questo pomeriggio: ho ancora negli occhi la luminosità di questa splendida giornata, il verde dei prati e il giallo intenso dei fiori di campo. A presto, Fabio
Si tratta di una poesia appresa a memoria ai tempi delle elementari e che, non so per quale misterioso motivo, ricordo ancora oggi. Ignoro invece l’autore: potrebbe essere Rodari, come giustamente sostiene Anecòico lo stile gli appartiene. Ho fatto una ricerca su Internet ma invano, la poesia neppure è riportata.
L’intrigue se noue…

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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