L’ho letto tutto d’un fiato…E’ saggio ciò che hai scritto: devo imparare anch’io a considerare la nubolosa come una compagna di viaggio. Grazie.
Buona giornata.
Zia Elena
Io mi sono abituata, da tempo. Forse mio malgrado, non so.
In effetti la sofferenza sembrava diminuita. Adesso più che altro capisco che è solo diversa…
Beh si. E’ una regola quasi perfetta l’altalenante andirivieni che ci governa la vita. Nebbie e bufere sono eventi di forza maggiore ma spesso siamo noi stessi a provocarle. Ciò nonostante, bisognerebbe saperlo che dopo ogni tempesta c’è il sereno oppure viceversa.Questo ci permetterebbe di essere più ottimisti oppure maggiormente cauti.Ciao nebulosa.Gianna
Pim, è straordinariamente vero e bello cio’ che hai scritto.
Antonio
Forse non intendo con precisione ciò che vuoi dire. Certo, vivere è una successione di incertezze risolte, di contrasti forti. Penso però che ad ogni tesi ed alla relativa antitesi debba seguire la sintesi. Le nebulose non sono buone compagne di viaggio o almeno, personalmente non le ritengo tali.
luigi
Convivono in noi più parti psichiche, Luigi. La nostra personalità non è unitaria, tutta d’un pezzo come vorremmo, ma suddivisa in tendenze opposte, pensieri contraddittori, sentimenti contrastanti. Rappresentano una stratificazione di parti mature e immature, di impulsi e difese. L’equilibrio che si può raggiungere tra le diverse parti non può che essere dinamico, permeabile, in incessante ridefinizione. Le certezze sono perciò messe in continua discussione, nonostante l’ansia che questo processo può generare.
Stavi parlando di me???? :)))
ho molto apprezzato questo post, che si inserisce dentro i miei pensieri di questi giorni. E li rende più chiari
grazie, marina
Credo di parecchie persone, Amanda. Oltre a me, è chiaro…
Grazie a te, Marina.
A presto, ciao.
Capisco PIM e concordo.Ma se è vero che l’ansia è ineliminabile ed i contrasti sono continui è comunque necessario o utile scegliere per ridurre proprio i margini di incertezza e comunque l’ansia.
Luigi
L’Inquietitudine che ha portato Colombo a sfidare l’Oceano e che ha spinto Fleming a cercare nelle muffe, sono esempi positivi dell’asimmetria dell’animo umano. Vorrei che fosse sempre cosi.
Penso che tutti quelli che scrivono e tutti quelli che tengono un blog abbiano questa tendenza alla nebulosità, a volte, allo spleen di bodlairiana memoria, a questo senso di inadeguatezza e di insoddisfazione perenne che li porta a cercare altrove quello che il qui e ora non dà loro.
Pazienza.
Come dice Tricarico : ho sempre pensato “quando avrò il cielo sarò stellato, e poi ho avuto il cielo ed era lo stesso.”
un abbraccio a pim e a voi, come me.
anche biologicamente, non può
la vita procede verso una sua dissoluzione entropica
allora illudersi di stabilità ed equilibri è forse, programmaticamente, sbagliato
conta forse invece tenere conto che tutto cambia, necessariamente
una cosa è saperlo, una cosa è gestirlo
ma forse, bisogna pensare così
Salve
Ho letto con interesse sull’argomento “Non può esistere equilibrio”.
Per piacere mi dite il titolo del libro raffigurato dall’uomo che và in bicicletta?
Grazie
Lino Di Cola (Napoli)
Ciao Lino, purtroppo non so esserti utile. Non ricordo più come ci sono arrivato…
Buona giornata.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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