Leader

Credevamo esaurito il sistema dei partiti, esso invece è sopravvissuto sotto la maschera maggioritaria delle coalizioni. Sono venuti i leader che hanno parlato soprattutto fra di loro e il linguaggio si è ridotto alla battuta, persino al battibecco. Naturalmente i media sono entrati nel gioco e si è creato uno scambio disuguale con il leader. I media legittimano il leader facendolo vedere e parlare in continuazione. Il leader adotta i tempi e il linguaggio dei media, le domande determinano livello e contenuto delle risposte. In qualche modo il leader diventa un funzionario dei media.

(V. Foa, Passaggi)

14 responses to “Leader”

  1. Avatar luigi

    Purtroppo è il contrario, soprattutto nel caso di berlusconi. I media sono del tutto asserviti e quel che è peggio enfatizzano la proposizione di scoop e non di notizie. Nè epsodi allucinanti o dichiarazioni fin eversive trovano l’eco che meriterebbero. Purtroppo.
    luigi

  2. Avatar Pim

    Una cosa non esclude l’altra, Luigi. La politica controlla i media e i media sono asserviti ad essa. Il linguaggio si è svuotato ormai di qualunque presupposto ideologico: prevalgono le battute telegrafiche consone ai ritmi televisivi, gli slogan che diventano d’amblais titoli di giornale. Le frasi eversive hanno lo stesso peso dei programmi, le freddure come le proposte serie. Che la gente sia stanca, però, lo si deduce dai bassi indici di ascolto che hanno avuto le varie tribune elettorali…

  3. Avatar Fino

    Penso che nel caso di Berlusca valga il contrario.
    Buona giornata, Fino

  4. Avatar Pim

    Anche a te Fino, ciao.

  5. Avatar Roberto
    Roberto

    Non so se la vedrei così. I media non sono altro che lo specchio di tutto. La gente ha fame di novità, di scandalismo e quanto più ne viene, meglio. Quindi chi la spara più grossa fa più interesse. In questo il trucco è di spararla grossa e poi ritrattare, in corpo 6, penultima pagina, il giorno dopo. Può sembrare strano ma i pesci continuano a cascarci alle moschine fatte con i tessuti riflettenti, fili colorati, finti vermi di plastica … E qualcuno lo usa come pratica di propaganda politica e di gestione del potere. Commento vero fatto da un mio conoscente: “… ma Tremonti era molto meglio come amministratore, perché veniva in televisione a spiegare quello che faceva, mentre Padoa Schioppa sembra un morto in vacanza”.
    La vittoria della brillantina sull’impegno. Italia.

  6. Avatar Pim

    Verissimo, Roberto. Si tratta effettivamente di un gioco di specchi: il leader sovente dice ciò che l’elettore si attende, assecondandone umori e tendenze. Il populismo, che esprime la paura dell’impopolarità, accomuna (sia pure in maniera differente) tanto la Destra quanto la Sinistra.
    Grazie per il tuo intervento.

  7. Avatar dragor
    dragor

    Ciao Pim. E’ il leader che fa l’elettore o l’elettore che fa il leader?
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Ste

    Quella gente dovrebbe parlare col cuore, invece prepara a tavolino ogni sua parola, ogni suo gesto. Come può risultare vera una cosa così?
    Sono daccordo sul fatto che la gente vuole il sensazionalismo, le parole sguaiate. Di queste si nutre, gode.
    Vince chi dice ciò che la gente si attende dica.
    Quindi l’elettore fa il leader. Ma in una certa misura anche il leader fa l’elettore, imbonendolo, condizionandolo, manipolandolo.

  9. Avatar Pim

    Ciao Dragor. Direi che è un gioco di specchi in cui non si sa chi rifletta chi. Il leader costruisce la propria campagna elettorale sulle aspirazioni che appartengono ad un ampio target cittadini, ma spesso le influenza o addirittura le manipola. È il modo più efficace per conquistare il potere e tenere gli elettori al guinzaglio. Il processo si manifesta in tutta la propria ambiguità quando il leader dispone anche di giornali e televisioni che fanno i trombettieri del padrone. La volontà popolare pare allora coincidere con la sua: “è la gente che lo vuole”, lo si sente dire. Ma si tratta di un’operazione di plagio nemmeno troppo occulto.

  10. Avatar Gian Contardo

    Non ci sono più i leader di una volta!

  11. Avatar luigi

    Abbiate pazienza. chi ha aperto le danze su questo brutto fronte, è chi possiede un monopolio mediatico. E’ questo che consente il gioco di specchi e berlusconi ne è il primo ed il peggior responsabile. In argomento mi permetto suggerire la lettura del post di Marshall all’indirizzo http://marcostagliano.blog.lastampa.it/marshall/2008/03/quando-la-ridon.html
    luigi

  12. Avatar Roberto
    Roberto

    Purtroppo la gente comune (e quanto più, tanto più è comune) ha un bisogno fisiologico di un “leader”. Hitler docet. Ha bisogno di identificarsi in qualcuno meglio di loro. E sono pure disposti a fare sì che questo qualcuno metta le mani nel loro portafoglio, ed accettano di essere rovinati da lui. In fondo basta avere la convinzione che la colpa è “degli altri”. E questo viene offerto giornalmente dal grande occhio comunicatore presente nel loro salotto.
    Chi ci rimette, ovviamente, è chi pensa con la propria testa, ma questa è una aristocrazia di intellettuali, gli altri in fondo ne sono felici e cazziati. Il sistema del signorotto feudale ancora funziona. E come.

  13. Avatar demata

    Io credo che si vada a votare per avere un Governo che faccia funzionare l’economia, la sicurezza, le tutele necessari ai cittadini di questo paese. E’ una cosa scritta nella Costituzione ed in tutti i testi di diritto: il Governo serve a governare.
    Ovvio, sembrerebbe.
    Ed invece no: la maggior parte delle persone vota per simpatie-antipatie, classi sociali di appartenenza, ideali politici, rivalsa e protesta, eccetera.
    Naturalmente, se l’elettorato va a votare con tali presupposti sarà conseguente che il leader non si imponga per le sue capacità reali: dovrà fare i conti con la “pubblica opinione” che si forma le sue “idee” in base alla “propaganda”.
    E’ una vecchia questione che risale alla prima campagna elettorale di Roosveelt.
    Se poi non si vuole avere un leader o si fa l’ anarchico individualista o il monaco eremita. No way.
    Chi non vuole i media, i sistemi di comunicazione di massa e le loro gerarchie, deve rifuggire la società e la cultura di massa.
    Diceva qualcuno, 2-3mila anni fa, “Calpestare Madre Terra, volgere lo sguardo al cielo. Questo è l’unico scopo per il quale siamo stati partoriti”.
    Pochi dischi e pochi libri da abbandonare al caso dopo averli amati, pochi e lunghi viaggi dopo i quali nulla è più lo stesso, lavorare senza aspirazioni e senza attaccamento, niente famiglia e niente amici, solo compagni di strada.
    Chi ci riesce?
    E, soprattutto, qualcuno ci prova prima di cercare di trasformare l’aria in pensieri ?

  14. Avatar Pim

    Un’analisi molto perspicace, Demata. Grazie per il tuo intervento.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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