Alba_7
Dalla finestra aperta entra il motore di un trattore che si trascina nel campo vicino. Arrivato al fondo, inverte la marcia e ripercorre borbottando il passaggio appena aperto. Frammenti d’erba e margherite si alzano nell’aria, spirali intrise di odore di letame. Eli gironzola nuda per la stanza. Prende un bicchiere, versa un po’ d’acqua dalla bottiglia e l’avvicina alle labbra. Alcune gocce colano sul mento, poi le cadono sul seno. Ride, spudorata. Si capisce che ne ha ancora voglia. Io invece ignoro perché sto facendo tutto questo, per quanto cerco di non darlo a vedere. Forse perché è qualcosa di contrario ai miei propositi e che nessuno si aspetterebbe mai: l’irresponsabilità, ecco ciò che affascina di più. Come se la vita fosse una prolungata vacanza in campagna, fare sesso spensierato con una ragazza che non si ama, riservarsi la facoltà di non decidere ancora. C’è soltanto aria, e tempo infinito in ogni direzione. Vorrei provare rimorso, o pena, invece dal suo corpo che fa cigolare il letto viene un appagamento inconfessato. No, zitta, zitta, ti prego. Non dire niente. Il suo alito caldo mi scorre sul petto e più in basso. Non farmi pensare al giorno che seguirà.

(Diano d’Alba, primavera 1993)

6 responses to “Alba”

  1. Avatar Fino

    Leggendo il tuo bel racconto,mi sono venuti in mente dei versi di Eliot: “La giovinezza è crudele./ Sorride delle situazioni che non può vedere”.
    Buona serata, Pim
    Fino

  2. Avatar Pim

    Magnifica citazione. Descrive esattamente un’età in cui tutto appare ancora possibile, a portata di mano, senza sforzo. E perciò ci si può concedere il lusso di non decidere immediatamente, di prendere tempo, come se il tempo fosse infinito.
    Ciao Fino, grazie per il tuo intervento.

  3. Avatar francesca

    bellissimo Pim…
    un caro saluto da una vecchia amica 🙂
    Francesca

  4. Avatar Pim

    Ciao Francesca, sono contento che tu sia passata di qua. A presto.

  5. Avatar luigi

    Apprezzo la sincerità con se stessi su ciò che si sta facendo o vivendo. E dal tuo bel racconto, mi pare di poter cogliere questo apprezzabile aspetto.
    luigi

  6. Avatar Pim

    Il racconto (o meglio, una parte di esso) risale a 15 anni fa, Luigi, e da allora molte cose sono cambiate. Fu un periodo di impasse non breve, lasciò dei segni oggi fortunatamente rimarginati.
    Ciao, a presto.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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