Pim, hai fatto bene a publicare questo brano di Kafka, moltottualedi questi tempi.
Lo scrupoloso impiegato delle Assicurazioni Generali era sempre meticoloso in ogni cosa che faceva.
Buona giornata
Fino
È un brano che ho ritrovato nel testo di Italiano in uso al liceo e che già ai tempi mi aveva colpito. L’impego burocratico che aveva Kafka ostacolò la sua professione di scrittore, però alimentò il suo immaginario. Mi sembra interessante…
Fa venire i brividi pensare a come gli infortuni sul lavoro siano ancora oggi una piaga sociale, come un secolo fa… non c’è solo il rischio connesso al lavoro che il lavoratore conosce e accetta, ma c’è la mancanza di formazione, il ricatto del licenziamento…
Post da inviare per conoscenza metodologica alla Thyssen.
luigi
Ciao Rosa. Mi capita ancora abbastanza spesso di vedere ex operai con falangi amputate, retaggio di un’epoca in cui il concetto di sicurezza non esisteva neppure. “Colpa della macchina”, “È il lavoro”. Espressioni ricorrenti, venate di fatalismo. L’accettazione del rischio come voce del contratto. La Fiat oggi si è messa in regola con le nuove leggi (almeno a Mirafiori, pare che a Cassino e a Melfi non sia così), le fabbriche dell’indotto meno. La priorità è risparmiare su tutto, anche sulla sicurezza. I sindacati guardano spesso altrove e chi denuncia non di rado passa dei guai. Si lavora sotto ricatto di licenziamento, è questa la tragica realtà.
Eh sì, Luigi. Sono trascorsi quasi cinque mesi, ma la vicenda della Thyssen ha lasciato una lunga scia di dolore collettivo. La speranza è che quelle morti contribuiscano a realizzare migliori condizioni di sicurezza per tutti i lavoratori, che le leggi vigenti vengano rigorosamente applicate.
Ogni giorni è uno stillicidio… Davvero non si può o non si vuole fare nulla? Ciao Giulia
Pim, sei in ferie???
Ciao.
Zia Elena
Ciao Elena. Sì, mi sono preso una breve vacanza ma ritornerò presto.
Grazie per l’interessamento, un abbraccio.
Pim
Pim…al rientro dalle ferie (ancora ferie, ma quante volte vai in vacanza??????????!!!!!!!!!! che invidia…) ti tocca un’altra catena.
Non volermene :))
Irene
Sei stato da me nominato nella blog-catena innamoramento.
Ossignùr…
:-)))
Della serie giochini bloggheschi, sei “segnalato” . Volendo istruzioni su gobettiano.
luigi

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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