Loulou posa la forchetta nel piatto. << Roma è una città che merita più di una visita perché non vuole la fretta, come tutte le città speciali. È sempre bella, ma il mese in cui diventa magica è giugno: il caldo non ancora afoso, i crepuscoli che si allungano nella notte. Ricordo angoli seminascosti, piccoli giardini in cui si può sentire il silenzio dei secoli. Bisognerebbe farsi accompagnare da una persona del posto >>.
<< Adesso non ti resta che trovare l'uomo (o meglio la donna) sul posto… >>, ammicca Loulou.
<< Mi hai convinto >>, esclamo ridendo. Che streghetta.
<< Quando arrivai in Piazza San Pietro dissi la classica – ignobile – frase da turista: in televisione sembra più grande. Ero ancora un viaggiatore giovane e inesperto. La basilica è magnifica, imponente. Però, se devo essere sincero, preferisco il gotico fiammeggiante delle cattedrali francesi: Bourges, Reims, Chartres… >>.
<< Checché se ne dica >>, riprende Loulou, << Roma è una città apparentemente disorganizzata ma molto più efficiente di altre città ad assorbire gli tsunami umani. Forse perché ha sempre accolto pellegrini… >>.
<< Ricordo un bellissimo tramonto sul Gianicolo… O forse non era il Gianicolo… In ogni caso uno dei sette colli. E la visione notturna di Trinità dei Monti, dolori addominali a parte >>.
<< Sì, molto probabile >>, mi risponde Emma. << È una meta classica anche dei romani. Il tramonto e la passeggiata al Gianicolo. La vista è gradevole, si domina un'ampia parte della città >>.
<< Allora mancò il tempo, però avrei voluto conoscere proprio la Roma nascosta, quella poco nota. Non la solita, risaputa, sia pur bellissima, cartolina >>. Sospiro. << Tutte le strade conducono a Roma, si dice. Spero, un giorno, anche la mia… >>.
Mentre scrivevo l’ultima frase, ebbi la sensazione che il giorno in cui mi sarei finalmente riconciliato con la città sarebbe arrivato presto. Accadde all’inizio dell’estate dell’anno successivo, per un caso fortuito che colsi al volo: la presentazione di un programma radiofonico condotto da un amico “virtuale” conosciuto fino ad allora come Dimitri Kissoff.
Kissoff, Emma, Loulou non sono soltanto nickname, bensì uomini e donne con cui ho stabilito negli anni un legame intenso. A loro è dedicato questo brano.








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