Quando l’inizio di qualcosa è molto bello, mi chiedo se la fine conti.

(da Angel, di Ernst Lubitsch)

8 responses to “Quando l’inizio”

  1. Avatar Fino

    A volte può capitare che il finale sia più bello dell’inizio.
    Buona giornata, Pim
    Fino

  2. Avatar zia elena

    Se il presupposto è che la felicità dura solo pochi attimi, si può continuare ad apprezzare l’inizio molto bello e a considerare la fine solo come uno dei tanti fatti accaduti nella propria vita.
    Ci vuole però molto tempo per riuscire a metabolizzarlo.
    Un abbraccio.
    Elena

  3. Avatar Pim

    Fino:
    Non riesco neppure a rassegnarmi al fatto che le cose abbiano una fine, bella o brutta che sia…
    Elena:
    Più o meno è ciò che suggerisce Marlene Dietrich nel film citato. Mi chiedo se la fine conti: la risposta parrebbe negativa, ma bisogna lavorarci su…
    Grazie, buona giornata.

  4. Avatar rosy

    conta, conta. se qualche volta si conoscesse la fine, non ci sarebbe neppure l’inizio.

  5. Avatar Pim

    La fine è nota, recita il titolo di un film. Però, a mio parere, vale sempre la pena iniziare. Se non altro per curiosità, mettiamola così…

  6. Avatar anecòico

    urka, questa è difficile!
    uhm… forse un finale brutto può rovinare anche il ricordo del bell’inizio, ma forse le cose non finiscono mai o forse non iniziano mai
    troppi forse, troppi mai
    taccio 🙂

  7. Avatar girasole

    Credo che contino entrambe: la felicità e il dolore fanno parte della vita. La felicità ti lascia il ricordo di momenti esaltanti, il dolore ti fa crescere, solo che è molto più duro da comprendere e da smaltire.
    Ciao e buona serata

  8. Avatar Pim

    Anec:
    Mai dire mai. Forse dire forse.
    🙂

    Girasole:
    Il dolore è comprensibile e aiuta a crescere se ad esso diamo un significato, bilanciamo le cose che riscaldano il cuore con quelle meno piacevoli. Quando va bene otteniamo un risultato tiepido (II legge della termodinamica), e forse è già tanto così.
    Ciao, buona giornata a tutti.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Dicembre 2008
L M M G V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere