An infinite number of mathematicians walk into a bar. The first one orders a beer. The second orders half a beer. The third, a quarter of a beer. The bartender says "You’re all idiots", and pours two beers.
(Grazie a Luciano per la citazione)
An infinite number of mathematicians walk into a bar. The first one orders a beer. The second orders half a beer. The third, a quarter of a beer. The bartender says "You’re all idiots", and pours two beers.
(Grazie a Luciano per la citazione)
Potrei dare i numeri :)))))
Il barista ha dimostrato che non è necessario essere matematici per arrivarci…
Dopo torno, e spiego.
🙂
yes, ok, but the bartender is an irrational one 🙂
Chi ha ordinato un quarto di birra è l’autista.
Deux femmes prennent deux cafés à Genève et payent 4Fr32.
Quelle est leur nationalité?
Osman
In effetti mi mancava il Quarto di birra, sono brava, ho contato giusto!!! ;)))
Per Osman: sono svizzere?
∞
Σ(1/2^n)=2
n=0
Bonne journée!
Elena
🙂
Intuitivamente è chiaro, a forza di ordinare frazioni sempre più piccole di birra, si può arrivare al massimo ad un totale di due. E questa è stata la risposta a chi mi ha proposto il gioco.
I matematici danno invece una soluzione tecnica: la serie (somma di infiniti addendi) 1+1/2+1/4+1/8…. proposta dagli infiniti clienti è convergente, cioè tende a un numero finito. Il risultato è, appunto, 2. È la stessa cosa del paradosso di Zenone, il quale però non poteva sapere che Achille raggiunge infine la tartaruga (in questo caso la serie tende a 1). E che, dopo, si fa pure lui una birra…
Grazie per aver partecipato.
Pim
Amanda,francesi
4fr32 /2 = 2Fr16
deux francs seize.
Osman
Dopo il barista la birra se la fa, per amore o per forza. Insomma dovrà pur annegare in qualche modo le bizzarrie (talvolta logoranti) da bancone no?!
Parola di addetto ai lavori…
:))
Pensavo proprio a te, Irene, e a tutti quei clienti strampalati che ti sorbetti ogni giorno…
sono un pò confusa… beviamoci su 🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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