Quando l'amore è gran passione

A Napoli, Leopardi aveva cominciato a preparare per la pubblicazione una raccolta di Pensieri (in parte ripresi e rielaborati nello Zibaldone); una scelta che ne comprende 111 uscì postuma nel 1845. Il Pensiero LXXXII nasce in tutta evidenza da una situazione personale. L’amore è certamente un “inganno” della natura, un apparire solo temporaneo della felicità, ma non un’esperienza illusoria. È una passione tale che, provandola, l’individuo dispiega ogni energia sperimentando il massimo delle proprie potenzialità.

 

Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande esperienza di se, la quale rivelando lui a lui medesimo, e determinando l'opinione sua intorno a se stesso, determina in qualche modo la fortuna e lo stato suo nella vita. A questa grande esperienza, insino alla quale nessuno nel mondo riesce da molto più che un fanciullo, il vivere antico porgeva materia infinita e pronta: ma oggi il vivere de' privati è sì povero di casi, e in universale di tal natura, che, per mancamento di occasioni, molta parte degli uomini muore avanti all'esperienza ch'io dico, e però bambina poco altrimenti che non nacque. Agli altri il conoscimento e il possesso di se medesimi suol venire o da bisogni e infortuni, o da qualche passione grande, cioè forte; e per lo più dall'amore; quando l'amore è gran passione; cosa che non accade in tutti come l'amare. Ma accaduta che sia, o nel principio della vita, come in alcuni, ovvero più tardi, e dopo altri amori di minore importanza, come pare che occorra più spesse volte, certo all'uscire di un amor grande e passionato, l'uomo conosce già mediocremente i suoi simili, fra i quali gli è convenuto aggirarsi con desiderii intensi, e con bisogni gravi e forse non provati innanzi; conosce ab esperto la natura delle passioni, poiché una di loro che arda, infiamma tutte l'altre; conosce la natura e il temperamento proprio, sa la misura delle proprie facoltà e delle proprie forze; e oramai può far giudizio se e quanto gli convenga sperare o disperare di se, e, per quello che si può intendere del futuro, qual luogo gli sia destinato nel mondo. In fine la vita a' suoi occhi ha un aspetto nuovo, già mutata per lui di cosa udita in veduta, e d'immaginata in reale; ed egli si sente in mezzo ad essa, forse non più felice, ma per dir così, più potente di prima, cioè più atto a far uso di se e degli altri.

 

(Giacomo Leopardi, Pensieri, LXXXII)

2 responses to “Quando l’amore è gran passione”

  1. Avatar Fino

    Probabilmente Leopardi si portava dietro la delusione della fine della breve storia con Fanny Targioni Tozzetti, però un grande rielabora il proprio vissuto in chiave universale.
    Buona serata
    Fino

  2. Avatar Pim

    Probabilmente lei. Mi piace soprattutto il valore che Leopardi attribuisce alla passione, intesa come energia e vitalità.
    Ciao Fino, grazie per il contributo.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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