Se scrivo sono libero “Ogniqualvolta mi sono trovato o mi ritrovo in una situazione insostenibile, quando ho davvero la sensazione che la realtà mi soffochi, ebbene, se scrivo sono libero, se scrivo non sono più vittima… Il mero atto della creazione, dell’immaginazione, mi porta immediatamente da un’altra parte… Sono davvero sovrano di me stesso e controllo la mia vita…”.

 

(David Grossman, dall’intervista a Che tempo che fa del 25 marzo 2009)

15 responses to ““Se scrivo sono libero””

  1. Avatar Amanda

    Caro Pim, non trovi strano che entrambi abbiamo pubblicato lo stesso giorno un racconto di viaggio, e che oggi entrambi abbiamo parlato di letteratura, del momento creativo? Ed è capitato altre volte…. Ci deve essere un MEME che ci unisce!
    (sai cos’è vero? ;)))))))))

  2. Avatar Pim

    Sì, è una patologia psichiatrica da cui, perlomeno io, sono afflitto… 🙂
    Ciao Amanda, al prossimo post.

  3. Avatar Antonio Cracas

    Suvvia, Pim, coraggio, un uomo con le tue doti e qualità (non sto assolutamente scherzando e non sono nel modo più assoluto ironico: a scanso di equivoci) dovrebbe essere felice. Sorridi ed il mondo ti sorriderà: è banale, ma ti garantisco (visto che anch’io talvolta sono assalito dalla depressione) funziona.
    Un abbraccio (spero che tu lo gradisca, nonostante i miei ultimi post in ambito politico)
    :))

  4. Avatar irenespagnuolo

    …E tu se scrivi sei anche un pò sovrano (buono e illuminato) dei tuoi lettori :)))
    Un abbraccio Pim
    Irene

  5. Avatar Pim

    Antonio:
    Grossman faceva certamente riferimento alla propria tragica vicenda personale; ma ognuno di noi quando scrive sperimenta quel senso di libertà assoluta che permette di accantonare la quotidianità, almeno per un momento.
    Grazie per i complimenti… l’abbraccio è sempre gradito e lo ricambio.
    Irene:
    Veramente è qualcosa di cui non ho percezione… Piuttosto, penso come Eco che il lettore ne sappia sempre più dell’autore…
    Grazie per gli interventi, ciao.

  6. Avatar Chris

    Trovo sia una descrizione assolutamente splendida, un’inquadratura degna del miglior fotografo sull’atto squisitamente dinamico del formare parole.
    I pensieri hanno un peso, un colore, un suono, i pensieri sono informazione viva, chiamiamoli pure memi o semplicemente accettiamo che, come tutte le cose viventi, non sopportino le costrizioni, le barriere ed i limiti, anche quando questi sono null’altro che la nostra testa, la nostra coscienza ed il nostro intelletto.
    Le parole scritte, come piccole scialuppe, servono a spostare il peso, a traghettare pensieri dal noi dentro al noi fuori – scriviamo per liberarci del carico, per donare libertà ai pensieri vivi e, in ultima analisi, per godere della libertà ottenuta e sentirci vivi.
    Libertà che si ottiene rileggendo le nostre parole come se fossero uno specchio che riflette quello che siamo, ma anche libertà che si prova quando si capisce che altri, di fronte a quello stesso specchio, vedono parti di se stessi che noi neppure avevamo immaginato.

  7. Avatar dragor

    In effetti Amélie Nothomb dice che come scrittrice si sente Dio. E’ vero, creiamo un universo nel quale siamo onnipotenti. Pero’ io mi sento Dio anche quando suono. A dire il vero, anche quando non faccio niente… 🙂
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Amanda

    Dragor, tu sei Dio, punto. 🙂
    (ps: a proposito del non nominare il nome di Dio invano… per fortuna che Dio ha molto più senso dell’umorismo di noi Terrestri 🙂

  9. Avatar Pim

    Anche il tuo commento è molto significativo, Chris. Grazie per essere intervenuto.

  10. Avatar Pim

    Dragor:
    Anche Umberto Eco ha scritto qualcosa di simile nel “Pendolo di Foucault”: Bin Ich ein Gott?, si chiede un personaggio come Faust.
    Comunque anch’io, quando non faccio niente, sto da Dio…
    Amanda:
    Per fortuna Dio è, tra l’altro (tra il tutto), inventore del sense of humour. Insieme agli inglesi, ovvio.

  11. Avatar maxgiordani
    maxgiordani

    che riflessione colta…
    Io invece se mi faccio una bella canna sono libero: anche per me
    “il mero atto della creazione, dell’immaginazione, mi porta immediatamente da un’altra parte… Sono davvero sovrano di me stesso e controllo la mia vita…”.
    Boh… io non accetto il fatto che, se uno è un intellettuale, qualunque cosa dica sia VANGELO.
    La riflessione sopra riportata è una perfetta ovvietà: ovvero una cazzata.
    Cio Pim. Ti voglio bene.
    M@x

  12. Avatar Pim

    Beh, se ti fai una canna rischi di non rimanere libero a lungo…
    🙂
    Ciao M@x.

  13. Avatar zia elena

    Per quanto mi riguarda, scrivere può essere un atto liberatorio, ma “sovrana della mia vita” non ho ancora imparato ad esserlo :).
    Buona giornata, Pim.
    Elena

  14. Avatar Zione
    Zione

    A proposito del sentirsi Libero (nello scrivere) e dell’allarme lanciato da parte di alcuni Magistrati a seguito del discorso del Cavaliere in occasione dell’entrata in funzione del termovalorizzatore di Acerra.
    Ad alcune persone sfugge il fatto che se non fosse intervenuto il Presidente del Consiglio; che col suo saper fare e colla sua dinamica autorevolezza è riuscito a risolvere una Tragedia Incommensurabile, ora non avrebbero tanta energia da sprecare in livorosi e petulanti lagni, perché già sarebbero in putrefazione da tempo.
    Ai Magistrati Galantuomini vada la nostra sincera gratitudine per il loro impegno; mentre ai magistrati politici, si riporta una frase del Calamandrei, che fu già ricordata da un Giudice del Veneto ad un noto loro collega Piemontese, politicone onnipresente e indefesso, nel girare anche in bici per arruffianarsi pure coi bravi villici, che si lamentava pubblicamente del fatto che non aveva una immediata e fattiva collaborazione dai “confratelli”, perché nel faticoso giro che faceva (per autoraccattare voti), qualcuno si permetteva anche di farlo attendere, anziché precipitarsi immantinente …; e pensare che costui, malgrado le Asinate (o Carognate ?) fatte (o fatte passare ?), viene ignorantemente (o gaglioffamente ?) definito da qualcuno, un Grandissimo Italiano; ma che Ludibrio !!!
    “… LE UNICHE PAROLE CHE UN MAGISTRATO E’ AUTORIZZATO A DIRE, SONO SOLTANTO QUELLE CHE SCRIVE NELLE SUE SENTENZE …”
    Così parlò (ancora per poco ?) il disgustato Zione.

  15. Avatar online casino

    Ciao, Mi piace il tuo blog, grazie

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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