E il mondo diventa la pagina che stai scrivendo “Io ho sempre messo la mia scrivania proprio di fronte a un muro, e non ho mai avuto, e neanche voluto, nessuna immagine davanti. Un muro e basta. Questo rappresenta una fessura per la mia immaginazione. Se invece mi giro a sinistra riesco a guardare fuori dalla finestra. Non è che ci sia chissà che cosa: un cortile dietro una casa di Brooklyn, la scala antincendio, un po’ di alberi e alcuni corvi. Mi piacciono i corvi perché, quando provo una sensazione di solitudine, mi giro e parlo con loro. Nella maggior parte dei casi e del tempo, però, io mi ritrovo di fronte a questo muro vuoto. Quello che faccio, scrivere romanzi, è reinventare il mondo con le parole. Ma non dimentico mai che sto scrivendo di cose reali e, indipendentemente da quanto fantastica sia la trama, ciò che racconto è la vita su questa terra. Credo che per gli scrittori non sia importante dove si trovano, in un bunker oppure sulla vetta di una montagna da cui si vede un paesaggio meraviglioso. Perché tutto accade qui [nella mente]. E il mondo diventa la pagina che stai scrivendo”.

 

(Paul Auster, dall'intervista a Che tempo che fa del 25 marzo 2009)

8 responses to ““E il mondo diventa la pagina che stai scrivendo””

  1. Avatar Rosy
    Rosy

    La Trilogia di NY è una delle cose più belle che abbia mai letto.

  2. Avatar Pim

    Paradossalmente lo conosco meglio come sceneggiatore (Smoke, Blue in the Face) e regista (Lulu on the Bridge). Bravo anche in queste vesti.

  3. Avatar piras
    piras

    Non lo conosco, però credo che ci sarebbero tanti ‘distinguo’, non conta effettivamente tanto il posto in cui sei, quando scrivi, però contano le tue condizioni generali, chiamiamole così.
    Stress, pressioni, tranquillità, serenità ..
    ok..

  4. Avatar Pim

    Credo che, per uno scrittore professionista, quelli che nomini siano fattori poco rilevanti: lo stesso Auster raccontava in un’altra intervista di aver l’abitudine di scrivere ogni mattina per alcune ore – cosa che peraltro ho sentito dire da diversi autori.
    Si deduce quindi che l’ispirazione sia fortemente disciplinata, incanalata in un’attività quasi di routine.
    Grazie per l’intervento, ciao.
    Pim

  5. Avatar Stefano Ungaro

    “Vai a spiegare a mia moglie che quando sto guardando fuori dalla finestra sto lavorando”… non mi ricordo chi lo diceva, ma per gli artisti è cosi…

  6. Avatar casino

    Ciao, Mi piace il tuo blog, grazie

  7. Avatar Alessandro Testa
    Alessandro Testa

    ho alcune perplessità


  8. Avatar mirko
    mirko

    molto interessante

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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