Le prime note arrivano inconfondibili dall’autoradio e dallo sprofondo della primavera 1980. Una progressione di accordi facile da riprodurre ad orecchio persino da un giovane pianista da strapazzo quale ero. Le parole, che pur conosco a memoria, tracciano invece, sorprendentemente, una figura femminile che mai avrei detto.

Se oggi dovessi telefonare a qualche programma radiofonico – magari quello in cui lavoravi – e dedicarti una canzone, sceglierei proprio questa. Per te, contessa.

 

Non puoi più pretendere di avere tutti quanti attorno a te

non puoi più trattare i tuoi amanti come fossero bignè.

Vuoi solo le cose che non hai

parli delle cose che non sai

cerchi di giocare ma non puoi

pensi solamente ai fatti tuoi.

Chi sei contessa

tu non sei più la stessa.

Vuoi che io rimanga nel tuo letto per poi sbattermi su e giù

non ti lamentare se domani non ti cercheremo più.

Ma vorrei soltanto averti qui

sei accattivante già così

ti difendi con il D.D.T.

fai pesare troppo quei tuoi sì.

Chi sei contessa

tu non sei più la stessa.

Pensi che ogni cosa di concreto sia da riferire a te

tu fai la misteriosa per nascondere un segreto che non c'è.

Nel tuo castello come va?

Vivi la tua vecchia nobiltà

non sai neanche tu la verità

vendi a caro prezzo la realtà.

 

(Decibel)

10 risposte a “Contessa”

  1. Avatar rosy
    rosy

    🙂 pim acqua cheta che rompe i ponti….

  2. Avatar Pim

    Ah, signora mia, come rompo i ponti io…
    🙂

  3. Avatar zia elena

    Ricordo bene questa canzone, ma davvero era del 1980?
    Improvvisamente, mi fa sentire an old woman.
    Ciao, Pim, buon pomeriggio.
    Elena

  4. Avatar Pim

    Fa quasi impressione ammetterlo, eppure sono trascorsi ventinove (diconsi: ventinove) anni. Per certi versi sembra ieri, guardando il look di Enrico Ruggeri invece no…
    Ciao Elena.

  5. Avatar enrico
    enrico

    Ruggeri mi piace solo a sprazzi ma alcuni testi sono indubbiamente suggestivi. Le sue intuizioni sulle donne sono sorprendenti. Rare nella canzone italiana d’autore. Chapeau.

  6. Avatar PIm

    Ho apprezzato molto Ruggeri come chansonnier – su per giù metà anni ’80. “Polvere”, “Nuovo swing”, “Il portiere di notte” “Rien ne va plus”… In un concerto lo sentii affrontare Aznavour e rimasi sorpreso per la nonchalance. “Il mare d’inverno” e “Quello che le donne non dicono”, ne hanno dimostrato le doti di autore capace di scrivere per interpreti femminili (cosa non facile, un uomo ha difficoltà ad abbandonare il proprio punto di vista). E alcuni dei suoi versi sono piccole gemme di poesia.
    Ciao, grazie.

  7. Avatar sergio
    sergio

    Ruggeri ha perso la strada, e pure i capelli, si è imbolsito… ostinato nel ribadire la sua appartenenza politica alla destra (sostiene di essere stato ostacolato durante i governi di sinistra, anche in Rai), ora ha il suo spazio tv ma non scrive più belle canzoni. Che ci sia una relazione?

  8. Avatar Pim

    Vero, Ruggeri si è lamentato di essere stato boicottato in quanto non di Sinistra (l’appartenenza al movimento punk è significativa in questo senso). Però il suo atteggiamento è comune a molti altri cantanti che piagnucolano le loro débâcle, giustificando così la mancanza o la perdita del successo.
    (“Ho scritto Quore e Pasione ma non me lo pubblicano perché non faccio parte della cricca”, per citare Eco.)
    In ogni caso, ha abbracciato la causa di Amnesty International e ciò gli fa onore. Peccato che da almeno quindici anni non componga buone canzoni.
    Ciao, grazie anche a te.

  9. Avatar irenespagnuolo

    Meraviglioso il Ruggeri anni ’80. Il fatto è che per moltissime cose mi sento molto anni 80…Pim, in pieno venticello di revival penso che siamo moooooolto adulti, eh :)))
    Hai ragione, ha scritto splendidi pezzi. E poi si è perso un pò…
    Irene

  10. Avatar Pim

    Siamo depositari di una memoria storica oramai abbastanza ampia, buona cosa di per sé; ma questo è purtroppo il segno che “abbiamo un’età”…
    (Sigh!)
    Noto però con piacere che riesci nuovamente a commentare: la situazione si è sbloccata?
    Ciao, buon lunedì.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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