Caro A., 

 

 

Anzitutto ti porgo le più sentite congratulazioni. Lavorare per un quotidiano nazionale, qualunque sia l’orientamento politico, è una splendida occasione. Pecunia non olet, specialmente in questi tempi grami. Ma la libertà di pensiero non ha prezzo, e nel Forum Cinema ho avuto modo di conoscere ed apprezzare la tua limpidezza morale. 

In un’epoca di schieramenti manichei, è quasi impossibile non lavorare fianco a fianco con persone che manifestano convinzioni politiche diverse dalle nostre – e che talora, per giunta, hanno la sensibilità di uno scaldabagno. L’unica arma che abbiamo per difenderci dall’ideologia neofastfoodica oggi imperante rimane l’onestà intellettuale.

Purtroppo non ho potuto accogliere il tuo invito ad acquistare L’Indipendente di venerdì scorso: profittando di alcuni giorni di ferie, ho fatto un breve tour della Baviera a visitare i fiabeschi castelli di Ludwig II. È stata una buona occasione per ripassare un po’ di storia e riprendere il film di Visconti sull’affascinante vicenda esistenziale di questo sovrano folle e megalomane.

Ad ogni modo, avrei piacere che mi tenessi aggiornato circa l’uscita dei tuoi prossimi articoli.

Sconcerterò il mio edicolante quando gli chiederò quel giornale; e sarò costretto, per discrezione, a nasconderlo tra le pagine di una rivista porno. Sappi però che potrai sempre contare su un lettore assiduo ed affezionato.

 

Congratulandomi ancora, ti mando un saluto ed un abbraccio.

 

P.

 

(E-mail inviata il 18 aprile 2004)

6 responses to “Wittelsbach”

  1. Avatar gobettiano

    Il paradosso del quotidiano nascosto tra le pagine di una rivista porno è un bell’esempio di onestà intellettuale.
    luigi

  2. Avatar irenespagnuolo

    Dal titolo all’ultima parola…un post d.o.c. !
    🙂
    Irene

  3. Avatar dragor

    Post grande e finissimo sulla decadenza dell’informazione lottizzata dalla politica e sul porno che diventa più accettabile del pensiero libero. Fantastico simbolismo. Roba da Ludwig all’ultimo stadio. Qui si sente lo scrittore.
    Ciao, Pim
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Luigi:
    Era ovviamente una battuta ironica… 🙂
    Irene:
    Grazie. Purtroppo la mail non fu di buon auspicio: il mio amico A. lavorò all’”Indipendente” solo per un breve periodo.
    Dragor:
    Ha ragione Eco, il lettore ne sa sempre più dell’autore… grazie per i complimenti.
    Un saluto a tutti.
    Pim

  5. Avatar zia elena

    Le convinzioni politiche, come la fede, si traducono nei comportamenti quotidiani di ognuno di noi e non sempre le azioni coincidono o sono coerenti con quanto dichiariamo.
    Così, mi capita talvolta di provare più rispetto nei confronti di chi è politicamente distante da me, ma ha un modo di rapportarsi alla vita più onesto di chi dichiara di ritrovarsi in ideologie che io condivido.
    Onesta intellettuale, appunto.
    Un post eccellente!
    Bonne journée.
    Elena

  6. Avatar Pim

    La verità, o frammenti di essa, si ritrovano ovunque: occorre essere attenti, bravi a coglierli, a farli nostri.
    Buona giornata anche a te.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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