Sostiene Fassino: “Non c’è stato lo sfondamento di cui parlava Berlusconi. Anzi, il Pdl è abbondantemente lontano dal 43-44%. Il Pd è una delle principali forze in campo progressista in Europa”.
“È evidente che su di noi pesa l’astensionismo”, afferma Cicchitto, “tuttavia l’area di governo si consolida mentre il partito di Franceschini viene cannibalizzato dall’IdV”.
“Per la Lega c’è un’avanzata rispetto alle politiche” dichiara il capogruppo alla Camera Cota. “Tale risultato rafforzerà l’azione del governo, perché la Lega è nel governo”.
E Casini: “Se i dati fossero confermati saremmo molto soddisfatti, considerando che l’Udc era fuori dai due blocchi. Di Pietro si è giovato della politica della demagogia, il risultato positivo della Lega viene dal fatto che si trova nella condizione di alleato privilegiato”.
Da quando mi recai alle urne per la prima volta, nel lontano 1983, il balletto delle dichiarazioni post voto è rimasto sostanzialmente identico a se stesso. Tutti hanno vinto, nessuno ha perso. Mai che un giornalista si alzi in piedi e domandi: “Onorevole, che cacchio sta dicendo?”.
E poi la matematica non è un’opinione… Con le cifre, le percentuali, le statistiche, si può dimostrare tutto e il contrario di tutto. Soprattutto se si sparano a casaccio ad uso propagandistico, per manipolare quel che resta dell’opinione pubblica. Oppure forzandole senza un minimo di decenza, allo scopo di farsi valere presso i partiti alleati.
I numeri possono essere argomento di discussione, certo. Ma bisognebbe ragionare a partire da essi e non su di essi. Il fatto è che il mondo della politica non ha dimestichezza con la quotidianità della gente, e s’illude così di interpretarne necessità e aspirazioni. Come quei chiaroveggenti che, nelle sagre paesane, predicono il futuro con le carte e le chiacchiere.





Rispondi