Il voto utile
















La data del voto si sta avvicinando. Dai discorsi che sento fare in giro, tra gli elettori di centrosinistra e di sinistra si rinforza la tentazione dell’astensione.


Gli indecisi sono tali per sconforto, delusione, assuefazione.


Lo sconforto è certamente condivisibile: non si può non far caso al vero e proprio abisso, culturale ed etico ancor prima che politico, in cui l’Italia è sprofondata in quest’ultimo anno. La linea di frattura tra politica e cittadinanza è sempre più ampia e grave.


La delusione è dovuta alla difficoltà di contrapporre un argine alla deriva demagogica cui stiamo andando. Invece di creare un fronte comune, non passa giorno in cui le opposizioni non colgano occasione per polemizzare tra loro nel tentativo di rincorrere l’elettorato. È una questione di metodo che però, in vista del voto, diventa una strategia fallimentare e autodistruttiva.


L’assuefazione consiste nel considerare ormai normali cose che in democrazia non lo sono per niente – e infatti non sono mai accadute né accadono in altri Paesi: i toni incivili, le aggressioni verbali nei confronti degli avversari politici, delle istituzioni, della magistratura. Neppure la deliberata e palese manovra di far fallire un referendum d’iniziativa popolare scuote le coscienze e anima il dibattito.


Non penso che quello di Berlusconi sia un regime. L’espressione è talmente generica che può significare tutto e niente, se non un alibi per lamentarsi e poi desistere dal manifestare il proprio dissenso. La nostra è una democrazia svuotata dai decreti legge e dai provvedimenti ad personam. Al potere sta un uomo inadatto a governare, privo di senso dello Stato, delle istituzioni, che considera il parlamento una palla al piede, la magistratura un grumo sovversivo. Un uomo che ha perduto pure il senso della realtà, che agisce senza più limiti e freni, attorniato da uno stuolo di lacché ossequiosi e incapaci. Basta riferirsi a ciò che scrivono i giornali di mezza Europa su Berlusconi, considerato apertamente un modello negativo di leader. Criticano aspramente le continue esternazioni prive di spessore politico, manifestano una seria preoccupazione per i ripetuti attacchi alle norme elementari della convivenza democratica, ne mettono alla berlina i comportamenti da satrapo.


Purtroppo l’opinione pubblica in Italia non esiste. O, più precisamente, viene condizionata e controllata artificiosamente. Ancora una volta, in queste elezioni ci troviamo a che fare con una lobby che detiene o sorveglia reti televisive, radio, giornali: un sistema informativo dopato e corrotto, vessillo di un gigantesco conflitto d’interesse diventato ormai parte del panorama del nostro Paese.


Non mi piace l’espressione e neppure il concetto di voto utile: quando esprime un pensiero libero, è frutto di una scelta consapevole, ogni voto è utile. Mai come in questo momento, allora, appare indispensabile utilizzare il proprio voto in modo responsabile. La confusione politica di questi ultimi tempi confonde e destabilizza noi cittadini. Non bisogna tuttavia cedere alla delusione, allo sconforto, all’assuefazione: anche se sembrerebbe più facile desistere, ritirarsi nel privato, curare gli interessi personali, infischiarsi della collettività. L’astensionismo non paga, specie in questo momento: la situazione democratica dell’Italia è assai peggiorata e corre rischi effettivi, percepibili.


Andiamo dunque a votare: per le europee, per le amministrative, per il referendum. È un diritto-dovere che ci viene assicurato dalla Costituzione. Rompiamo il silenzio, conserviamo fin dentro i seggi elettorali la voglia e il coraggio di indignarci. Solo in questo modo possiamo tener viva la speranza che molto si può fare e nulla è perduto.

23 responses to “Il voto utile”

  1. Avatar rosy
    rosy

    nella mia esperienza di elettrice ho sempre votato per il male minore, sempre costretta a non-scegliere, ad adattarmi… confesso di essere un po’ stanca…

  2. Avatar Pim

    L’insofferenza si percepisce ovunque, magari non nei comizi o nelle conferenze ma per la strada, nei posti di lavoro. Bisogna vincere questo sentimento e cercare di essere propositivi. Non possiamo permetterci il lusso di restare a guardare. Il meno peggio non è certo l’ideale, ma è già qualcosa da cui partire.
    Ciao.
    Pim

  3. Avatar Antonio Cracas
    Antonio Cracas

    Vedi caro Pim, condivido in parte il tuo pensiero. Non ho intenzione d’innescare una polemica politica, tantomeno con te: sai il rispetto che provo nei tuoi confronti. La parte condivisibile riguarda: “Invece di creare un fronte comune, non passa giorno in cui le opposizioni non colgano occasione per polemizzare tra loro nel tentativo di rincorrere l’elettorato. È una questione di metodo che però, in vista del voto, diventa una strategia fallimentare e autodistruttiva.”
    E’ bene ricordare, però, che il disprezzo dell’avversario politico è partito da Sinistra è tutt’ora sembra lo sport preferito di quell’area, arrivando perfino al gossip. Aveva provato Veltroni a cambiare direzione, ma è stato “esiliato”. Tuttavia è legittimo che tu non condivida i valori che risiedono all’interno del PDL, così come io non ho mai creduto nei valori in cui si sono identificati per decenni D’Alema & C.
    “L’assuefazione consiste nel considerare ormai normali cose che in democrazia non lo sono per niente”. Anche questo passo condivido: in nessun paese al mondo sono stati fatti più di 2.000 processi ad un esponente politico. E non mi si venga a dire che in tutti i processi Berlusconi è risultato innocente per leggi ad personam, perché sarebbe offendere l’intellighenzia e non solo le proprie intelligenze (visto che tra l’altro alcuni magistrati coinvolti nei processi si sono dati alla politica per il centro-sinistra: un po’ di decenza non farebbe male).
    Desidero ricordarti che il governo precedente (autoimploso miseramente) aveva come leader un certo Prodi, ex democristiano, il quale, ai tempi della prima Repubblica, oltre ad essere avversario di D’Alema, ne aveva combinate più di Bertoldo, svendendo aziende statali per quattro soldi. E a godere di certi benefici c’era la solita azienda che continua a campare grazie “sovvenzioni” statali: la Germania ultimamente ha detto no grazie, non ci interessate, continuate a puppare in Italia.
    Riguardo la stampa, be’… da Repubblica, al Corriere della Sera, fino a La Stampa, non mi vorrai dire che la nostra informazione non sia politicizzata? Togli il Giornale e qualche volta Libero, la carta stampata è evidentemente a Sinistra. Per non parlare male di Berlusconi basterebbe che la stampa internazionale leggesse L’Unità: talvolta pare più obiettiva. Senza parlare delle televisioni “strumentalizzate”: tolto Emilio Fede, le altre sembrano tele Kabul ai tempi di Curzi. A cominciare da Annozero, per finire alla trasmissione satirica (idiota) Striscia la notizia.
    Vedi amico mio (permettimi questo eccesso di confidenza), il problema sta proprio nel fatto che la gran parte degli italiani vede, con molta probabilità, le cose che io ho descritto, brevemente e di corsa e con molta probabilità anche male. Ti scrive un vecchio socialista che ha vissuto la metamorfosi comunista, in cui la strategia dei “compagni” è sempre stata la demonizzazione dell’avversario: dai tempi dell’Urss, passando da Craxi per arrivare a Berlusconi.
    Fino a quando la Sinistra non si libererà dalla voglia di considerare chi non sta con loro dei delinquenti, o degli stupidi, continuerà a rimanere isolata e suddivisa; in quanto ci sarà sempre qualcuno che si reputerà più intelligente e più onesto al vostro interno: a parte poi nascondere liste Mitrokhin, elicotteri utilizzati da leader verdi, scandali di cooperative rosse, prontamente imboscati. Ma lì non si parla di magistratura corrotta e di leggi ad personam.
    Da bravi catto-comunisti dovreste sapere il detto: «scagli la prima pietra chi…» Quindi, fermatevi un attimo. Basta lapidare l’avversario, anche se in fondo alla vostra area piace l’estremismo islamico, per la speranza di avere tra qualche anno un nuovo elettorato.
    Ciao Pim, spero senza rancore. Con molto rispetto ti auguro un buon fine settimana.

  4. Avatar pierluigizanata

    Condivido la tua analisi. Invito ad andare a votare perche’ non recarsi alle urne significa far scegliere gli altri.
    Vale

  5. Avatar Fino

    Pim, io a votare ci andrò. Considero nefasto l’astensionismo.
    Non mi lascio influenzare da Franceschini che invitare a non votare per..
    Sono d’accordo con Rosy. Mi sono stufato di votare scegliendo il male minore.
    Antonio, senza intenzione di polemica.
    Una domanda: quali sono i valori del PDL?
    perché parli di gossip? Tutto ciò che sta combinando il premier è colpa della sinistra?
    Non ti pare che siamo governati da in clown da operetta?
    Anch’io vorrei una destra moderata, liberale e civile.
    Scusa Pim, se ho approfittato del tuo spazio.
    Buona giornata
    Fino

  6. Avatar Antonio Cracas
    Antonio Cracas

    Fino, il PDL si rifà alla carta dei valori dei Popolari Europei.
    Perché parlo di gossip????
    Perché le candidate del PDL sono tutte stupide o donne dai facili costumi, veline, etc. E poi Noemi, la moglie del Cavaliere, insomma non avete speso una parola per l’Europa, solo puttanate da Novella 2000!
    Però quando avevate candidato Luxuria nessuno poteva permettersi di fare illazioni, altrimenti sarebbe stato tacciato di maschilismo fascista. E guarda caso la vostra “intellettuale” è poi andata a finire all’Isola dei famosi e nessuno si è indignato. Spiegami chi è il Clown. Per favore Fino.
    Ciao

  7. Avatar dragor
    dragor

    Come scegliere fra la peste e il colera.
    Ciao Pim
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Pim
    Pim

    @ Antonio:
    Nulla di male nel manifestare opinioni diverse, visto che siamo in buona fede. Provo a rispondere in sintesi:
    – Il Berlusconi-gate non è solo gossip, non è la demonizzazione o la lapidazione dell’avversario: costituisce un fatto (con ovvie implicazioni politiche), e sarebbe uno scandalo se la stampa libera (italiana ed europea) tacesse o minimizzasse.
    – Per quanto riguarda i processi, Berlusconi se l’è quasi sempre cavata perché il reato era caduto in prescrizione o per via del Lodo Alfano. E nessuna legge vieta ad un ex-magistrato, come a qualunque cittadino, di fare politica: da qualsiasi parte decida di stare.
    – L’obiettività non esiste, è ovvio che ciascun giornale manifesti un determinato orientamento politico. Alcuni però privilegiano i fatti, altri li mistificano o li nascondono. Le bufale Telekom-Serbia e Mitrokhin (perché tali erano) sono state montate dai giornali di Destra.
    – Il governo di centrosinistra che governò tra il ’96 e il 2001 fece alcun errori, vero, ma ebbe parecchi meriti, tra i quali (dati alla mano) quello di aver risanato il bilancio statale. In quanto alle sovvenzioni statali, ci sarebbero molte cose da dire sull’affaire Alitalia e sul modo dissennato con cui ha agito l’attuale governo.
    Auguro un buon fine settimana anche a te, ciao.
    🙂
    Pim

  9. Avatar Pim
    Pim

    @ Valerio Zanata:
    E allora buon voto!
    🙂
    @ Fino:
    La Lega è responsabile di questo spostamento a destra dell’asse governativo. Entrano in gioco motivazioni propagandistiche ed elettorali, ma non è improbabile che sia in atto una migrazione di voti dal Pdl alla Lega stessa. Ovviamente mi auguro di no, ma domenica sera o lunedì mattina ne sapremo qualcosa di più.
    Grazie per essere intervenuti.
    Pim

  10. Avatar bourbaki

    a me con questa storia del diritto-dovere… io non ho uno straccio di diritto sul lavoro e avrei il dovere di votare per tizio che caio ha pensato di piazzare lì? che ci vadano tutti a quel paese… che non è strasburgo. io rivendico il mio diritto di infischiarmene della vita politica di questo paese.
    bourbaki

  11. Avatar Antonio Cracas
    Antonio Cracas

    Ultima replica Pim, poi parto e non ci sarò per qualche giorno.
    A) se la stampa italiana e straniera ed i giudici si occupassero di mafia e legalità con la stessa intensità che si occupano di alcune vicende ridicole (vai a vedere le foto pubblicate, guarda caso, dal Corriere della Sera), saremmo un paese modello a livello mondiale.
    b) E’ vero che non esiste una la legge che vieta ai magistrati di fare politica, ma sarebbe bene farla quella legge: in Cina a Cuba, in Urss ed in Cile la magistratura fa e faceva politica, anziché giurisprudenza, pare non sia il massimo.
    C) se l’obiettività non esiste non vedo perché Berlusconi, o chi per lui, dovrebbe essere più disonesto di un altro.
    Ognuno, allora, ha le sue bufale, o le sue verità.
    D) E poi scusa, caro Pim, sul fatto che il governo ci centro-sinistra abbia risanato il bilancio, visto il deficit secolare del nostro Pese, mi sembra come affermare che Livia Turco se si mettesse a fare i calendari sarebbe più sexy della Garfagna (scusa la battutaccia, ma quando parlo di politica, conoscendola, non riesco a stare serio al 100% più di qualche riga).
    Comunque, per rimanere in tema di “par Condicio”, hai meritato l’home page con questo tuo bel post: accidenti alla disinformazione di destra!
    :))
    Ciao Carissimo

  12. Avatar Pim

    @ Bourbaki:
    Anche quello di infischiarsene è, in effetti, un diritto. Così facendo, però, autorizzi gli altri a decidere per te…
    @ Antonio:
    Grazie, mi sono accorto della home page solo perché me l’hai fatto notare. Allora la Destra fa anche informazione!
    🙂
    Grazie, ciao.
    Pim

  13. Avatar irenespagnuolo

    Senti Pim mai provato tanto disagio come ora. Concordo, l’astensionismo non è certo un bene in un Paese responsabile e civile. Ma è questo il punto. Lasciamo che decidano gli altri, dici, se non votiamo. Ma gli altri decidono sempre e comunque per me…perchè io non mi ritrovo in uno schieramento o nell’altro. No. Decisamente no. E’ proprio come scegliere tra peste e colera, come ha ben sintetizzato dragor. Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi…ok, facilissimo darti ragione. Mi spieghi però dove, come e quanto brillano dall’altra parte? Andiamo, Pim. Anche a sforzarmi come rosy non lo vedo neanche come il male minore. Non hanno spessore. Sono politicanti, Pim. Non è gente di centro o di sinistra. No, ti prego, non è così. E un vecchio socialista come Antonio infatti non ci sta più dentro. Ma lo sappiamo davvero quali dovrebbero essere le persone, le parole, i comportamenti, le scelte di un centro-sinistra? Ecco, in cuor mio non ritrovo niente di tutto ciò in tv-parlamento o nelle liste. E allora dove metto la crocetta? Davvero non basta vedere uno come il fumo negli occhi per votare l’altro! Ma che diavolo di Paese siamo?! Essere propositivi, dici. Giustissimo. E a chi e come dovremmo proporre? O dovrebbero per noi proporre i “rappresentanti” del centro sinistra? Non mi sembra lo facciano, Pim. E non mi sembra neanche che diano il benchè minimo ascolto a chi scrive da anni cose di sinistra…quella vera. Pure i volti nuovi conoscono il politichese. Oppure il linguaggio da lotta al padrone di cento anni fa. Perchè? Perchè non prenderebbero certo me e te nelle loro fila, Pim. E questo non è proprio magnifico, non credi?
    Altro che desolazione…Qualunquismo puro: tutti uguali.
    Lo so, è solo uno sfogo. Eppure a qualcuno, forse, dovrebbe interessare.
    Ciao un abbraccio
    Irene

  14. Avatar bourbaki

    ho pochi diritti, molti doveri, qualche debito. decidano pure gli altri, tutto quel che è mio è anche loro
    bourbaki

  15. Avatar Sonia

    andrò a votare ma non sono entusiasta… sceglierò come al solito quello che pare il male minore… ciao Pim

  16. Avatar Pim
    Pim

    @ Irene:
    Ci sto poco dentro anch’io, e ti capisco: la degenerazione – se non l’imbarbarimento – della vita politica è sotto gli occhi di tutti. E anche il materiale umano, chiamiamolo così, perlomeno a livello nazionale è assai scadente. I vari leader sono nani sulle spalle di altri nani (e non è una battuta su Berlusconi). Personalmente, indirizzo il mio voto al partito che sento più vicino alla mia cultura e alle mie idee, sperando siano rappresentate in modo coerente.
    Un abbraccio anche a te, ciao.
    Pim

  17. Avatar Patricia

    Ciao Pim,
    non ho nessuna intenzione di cogliere gli accorati appelli appelli del partito socialista per un “voto responsabile”, cioé di non votare per fazioni “minori” per non disperdere i voti. Non ci entro in questa logica. Voglio votare per chi rappresenta il più possibile il mio punto di vista. Per amore della coerenza. Voto perso? Forse, ma non lo sapremo mai finché non voteremo.
    Il mio pensiero non cambierebbe se dovessi votare in Italia.
    Buon voto!

  18. Avatar demata

    Ciao.
    Sono d’accordo con Antonio Cracas.
    Ho letto i Programmiche vincoleranno di vari eletti al Parlamento UE.
    Il PSE è relativamente blando nel suo proporre, mentre i libdem, che si avviano a diventare il primo partito “d’opposizione”, battono molto su “legalità e sempificazione”.
    Il PPE presenta un programma che si rifà al cosiddetto “capitalismo etico” o “capitalismo sociale”, benedetto sia dai cristiani di tutt’Europa (è Storia) sia dai Syndacate di Detroit e dal “loro” Mr President Barack Obama.
    Un’idea di capitalismo, liberale e non liberista eventualmente, che trova ampi collegamenti con le posizioni islamiche o cinopopolari e che coincide con tanti “esperimenti” indiani o sudamericani.
    Un idea di capitale che non so quanto possa essere gradito alle televisioni che fanno distribuzione o alle cooperative che scalano banche e sindacati.
    Quello che si sta avverando è il “progetto di De Gaulle, Einaudi, Adenauer e (anni dopo), rivisitato dopo i “demosocialismi” molto imperfetti di Howard Wilson, di Willie Brandt, di Romano Prodi e dopo i liberismi costosi ed impopolari di Margareth Tatcher e Tony Blair, di Reagan e dei Bush, di Giscard D’Estaing.
    Mitterand, Soarez e Berlusconi fanno un discorso a parte; nè liberal nè social, se guardiamo ai risultati dopo 10 o 20 anni.
    Gli Appeal si basano su forme di populismo, si consolidano su una base di “protezione dell’identità nazionale”.
    Sviluppano economie che rafforzano il nesso esistente tra produzione, distribuzione e consumi nazionali; mantenengono l’innovazione nelle 3-4 aree di interesse internazionale e lasciano “la provincia” a crogiolarsi nel bel tempo antico.
    La forza politica è “davvero” popolare, anche se fonda sulla pancia e sui piedi, anzichè sul cuore e sul cervello.
    Un modello latino, a quanto pare, “cattolico”, visto che tra Polonia e Sudamerica troviamo molte realtà simili.
    Non voglio giudicare e non voglio valutare se sia più disonesto chi promette “un mondo migliore” sapendo che lo sarà solo per alcuni o chi si lascia illudere piuttosto che preder atto del “mondo peggiore” che gli passa accanto.
    Nessuno che voglia vedere come in Puglia, dove Vendola fa leggi “avanzate”, ci siano braccianti e padroncini, non elettrotecnici e marinai.
    Oppure che non c’è spazio politico “dal basso”, dopo “l’importante è esserci”, che fu uno slogan del PCI nella fase di espansione di ARCI e simili. O dopo la lottizzazione della RAI in bianchi, verderosa e rossi, poi confluiti in massa a casa del PD, con la fine dei partiti della Prima Repubblica.
    Tra dieci anni gli operai cinesi dovranno giocoforza guadagnare quanto i nostri, almeno che i nostri non si ritrovino ad avere il loro potere d’acquisto attuale.
    Allo stesso modo, se non dovesse accadere che parte dei loro capitali acceda al nostro sistema finanziario, dovremmo davvero preoccuparci: li starebbero accumulando per usarli contro di noi.
    Redistribuire cosa?
    Fatto salvo che mettere “un tetto” alle retribuzioni ed ai profitti alti (oltre i 250mila anni?) non è che ci sia trippa per gatti.
    A proposito, il “tetto” è più o meno esplicitato nei dovumenti di Obama, dei G8, del PPE e dei Libdem, di tanti partiti autonomisti o nazionalisti.
    Non lo è nel programma del PSE e delle Sinistre italiane, nè in quello del PdL e dell’UDC o dei tanti comunisti e neanche in quello della Lega.
    In che razza di paese viviamo?
    Ciao.

  19. Avatar gobettiano
    gobettiano

    Sia pure in ritardo. Mi sembra molto civile e molto appropriato il tuo ragionamento. L’astensione è libera di certo, ma a rifletterci si concluderebbe che chi si è astenuto ad altre elezioni è parzialmente responsabile di quanto è poi accaduto.
    Anche questa però è etica, etica politica, etica della cittadinanza. Ma etica. Mi auguro che votino come gli pare am che votino tuti o quasi gli elettori.
    luigi

  20. Avatar Antonio Cracas
    Antonio Cracas

    Irene, candidati per favore, ti farò la campagna politica in modo gratuito.
    Giuro che aprirò un blog che denominerò “Pessimomaestro”.Faremo iniziative online e magari, se saremo fortunati, avremo anche la collaborazione della redazione del quotidiano che ci ospita.
    :))
    Ti abbraccio e ti stimo.
    Antonio

  21. Avatar Elio
    Elio

    Secondo me i politicanti di sinistra devono fare un’inversione a 360 gradi per quanto riguarda la polemica con gli avversari. Smetterla una buona volta di considerare k0avversario come nemico, smettere di considerare L’esponente avversario (Berlusca o chi per lui) un imputato permanente, massone, bugiardo, delinquente, depravato, imbroglione, nemico dei giudici che lo perseguitano dal 94, ed ora pedofilo e malaato sessuale… Perchè è una tattica che spinge milioni d’italiani liberi e anticomunisti a votare sempre PDL e Berlusca. Ciao Elio

  22. Avatar Synthetick King

    già già, una destra VERGOGNOSA, basata su a-cultura ed a-politica, ed un non-programma che poggia su velleità del tipo “dio-patria-veline”. verrebbe da pensare a passati regimi.
    per aiutarci, c’è sempre il buon borghezio che va a dare lezioni di NEOFASCISMO all’estero (potete controllare tutti, youtube non è ancora chiuso… magari a breve!).
    reazione + sottovuoto cultural-mentale del partito-azienda, nato da fondi che nessuno sà. e qualcuno mi parla di “lotta alla mafia”. tsè…
    poi la sinistra. nel progetto della P2 si parlava di gestire l’opposizione grazie a leader “comodi”.
    facciamo i nomi? facciamoli…
    Uolter, Massimo, Piero, Romano. qualcuno lavora direttamente per mondadori (partito-azienda), qualcun’altro a fatto favori, o affari, sempre col partito azienda…
    leader impresentabili, pronti a dividere, mai ad unire, per poi farsi da parte. loro problemi economici non ne hanno.
    la barca, però, puoi lasciarla andare, certo. ma prima o poi si arena. o l’equipaggio si ammutina.
    un bel giorno ci ricorderemo di questo periodo con la nausea, o la diarrea. speriamo duri meno di un ventennio, odio le ripetizioni pedisseque.
    per ora si continua a votare ciò che di meno vergognoso propone questo paralume di paese “democratico”. arriveranno certamente tempi migliori.
    Mala Tempura currant.
    nessun errore, adoro il cibo giapponese.

  23. Avatar Elio
    Elio

    Quando finirà il tiro al bersaglio di una sinistra con la cultura dell’odio verso l’avversario-nemico Berlusca? Non si rendono conto i sinistri ancorati sulla demonizzazione e criminalizzazione del Berlusca che dura dal 1994 che il coro sinistrorso di stampa,TV,comici,repubblicaliberazione, manifesto, unità, annozero, ballarò, infedfele, stampa, corriere, espresso, santoro,grillo,travaglio,la7 di Gruber,TG3 telekabul, GR1- Gr2, TV locali, giornali locali, toghe rosse, giornalisti ideoligizzati che influenzanogiornali esteri denigrando e facendo male al Paese, che vince sempre PDL e Berlusconi? Ogni attacco fatto di contumelie, ingiurie, calunnie e mandicenze rafforza nei cittadini la fiducia e la stima verso Berlusconi, che rappresenta l’unica valida difesa dal comunismo, postcomunismo e cattocomunismo pericoloso, illiberale e nocivo per la fraagile democrazia italiana.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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