Segavano i rami sui quali erano sedutiSegavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce le loro esperienza di come segare più in fretta, e precipitarono con uno schianto; quelli che li videro scossero la testa segando e continuarono a segare”.

 

(da Esilio, di Bertolt Brecht)

5 risposte a ““Segavano i rami sui quali erano seduti””

  1. Avatar sara

    Mi chiedo dove sia il cartello con su scritto EXIT…non lo trovo….
    Ciao, Saracorsara

  2. Avatar Pim

    Anche un tasto Esc…
    Ciao Sara, grazie per la visita.

  3. Avatar Prishilla

    … un bel falò..??
    Ciao, Prish

  4. Avatar gobettiano
    gobettiano

    Invece di far la fatica di segare, non sarebbe più semplice ed efficace guardare a fatti e risultati ed utilizzare matita e scheda elettorale?
    luigi

  5. Avatar Synthetick King

    il tasto esc, l’uscita…
    c’è sempre un modo per arrendersi, si chiama “morte”.
    il fatto di essere vivi implica il dover superare conflitti, quotidianamente. non pensate male, nessuna guerra (è prevista) per ora. il conflitto è più semplice, banale, quotidiano, direi “biologico”.
    se c’è qualcosa che non va, è sufficente consapevolizzarsi, e successivamente agire.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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