Il mondo di Pim è un mondo racchiuso nella fisarmonica che tiene a tracolla. Un mondo sospeso, in cui per entrare basta socchiudere lo sguardo e lasciare scorrere le dita sui tasti. Allora i sensi non servono più. Tutto sfuma, pur restando appena lì, a portata di mano. Tutto diventa irreale – il sudore, il caldo, il baccano, le spinte, le urla. Pim non vede e non sente. Abbraccia la fisarmonica, come per esserne ancora abbracciato. Le dita scivolano e le note sgorgano liquide, colorando le ombre, rivestendo la notte. Non sopporta di rimanere impigliato, Pim. Getta la sua voce lontano, oltre le figure di pezza che non sopportano la libertà delle sue scarpe affamate. Canta, e canta l'oceano, canta il deserto, e canta falò di spade e di sesso. È il suo sangue che canta, senza bisogno di spartito e leggio. Canta, perché sa che la sua musica è ascoltata da una sirena.





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