Arc en ciel


Corso Casale, tra la Gran Madre e Piazza Borromini. Ogni volta che ci passo davanti volgo lo sguardo. Il bar si chiamava Arc-en-ciel ed era gestito dai genitori di un compagno di classe delle scuole medie. Il lunedì pomeriggio, approfittando della chiusura settimanale, noi di terza I ci ritrovavamo per ballare al suono di un juke-box. Durante i lenti Claudia stringeva forte a me il seno già ben sviluppato, e io quasi non mi muovevo, estasiato dal contatto. Una volta mi sorprese dandomi un piccolo bacio, in punta di labbra. Il lampeggio delle luci psichedeliche mascherò il rossore del volto e, vinto dall’emozione, fui incapace di ricambiare. Tutto era più bello di come avrei potuto immaginare.

Che siano questi gli unici amori che vale la pena ricordare?

8 risposte a “Arc-en-ciel”

  1. Avatar Antonio Cracas

    Pim, siamo degli inguaribili romanticoni. E bello il desiderio, il piacere della conquista.
    Non per nulla attrae maggiormente una donna poco vestita che una completamente nuda. Proprio per l’immaginazione, che alimenta il desiderio di scoprirla.
    😉
    ciao

  2. Avatar zia elena

    Se un amore è stato vissuto intensamente, merita sempre di essere ricordato per i suoi momenti migliori ed unici, indipendentemente dall’epilogo.
    Buon pomeriggio.
    Elena

  3. Avatar irenespagnuolo

    Ricordiamoli…tutti.
    Ha ragione Elena, teniamoci il godimento degli attimi più inebrianti 🙂
    ROMANTICONE!
    :))))
    Irene

  4. Avatar Pim

    @ Antonio:
    L’immaginazione non mi faceva difetto neppure in terza media, però in seguito ho scoperto che viene spesso superata dalla realtà…
    @ Elena:
    Beh, più che amore quello era appena un filarino. Ma forse i filarini sono più memorabili di tante storie d’amore roboanti.
    @ Irene:
    In fatto di romanticismo promettevo già allora piuttosto bene… o male, dipende.
    Grazie per i vostri interventi, buona giornata a tutti.
    Pim

  5. Avatar rosy
    rosy

    “Ma forse i filarini sono più memorabili di tante storie d’amore roboanti”. giustissimo. li ricordiamo con più tenerezza e nostalgia perché non hanno dovuto subire l’aggressione della realtà.

  6. Avatar Pim

    Eco sostiene infatti che siano gli unici amori che valga la pena vivere.
    Ciao Rosy.

  7. Avatar girasole

    Davvero Eco ha detto questo?
    Beh…mi trovo d’accordo con lui. Gli amori giovanili sono i più veri. Penso questo, non per un falsa mitizzazione della giovinezza, sintomo tipico di senilità avanzante 🙂 ma perchè forse sono gli unici che non nascono e non proseguono per interessi o bisogni interiori che nulla hanno a che fare con l’amore. Sono, per così dire…”puri” nei sentimenti.
    Troppo cattiva? Pessimista? Esagerata? Forse.
    Ciao

  8. Avatar Pim

    Se non sbaglio, Eco accenna a questa cosa ne “Il pendolo di Foucault”.
    Non sei né cattiva, né pessimista né esagerata… 🙂 Pure io sono convinto che nell’animo dei ragazzini vi sia una purezza che nel tempo svanisce. Diventando adulti, si imparano strategie che nulla hanno a che fare con i sentimenti, anzi spesso li mortificano. L’amore vero è qualcosa di semplice, privo di sovrastrutture.
    Buon fine settimana, grazie.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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