Buon fine settimana.
Ti ringrazio per questo dono. Rileggere Pavese è sempre un’emozione. E’ stato il mio primo vero amore poetico. Avevo quindici anni e un amico me lo fece conoscere al di là dei libri di scuola. Grazie ancora…
Ciao
@ Antonio:
Grazie, buona domenica anche a te.
@ Girasole:
Ogni volta che riprendo Pavese trovo sempre qualcosa di nuovo nelle sue poesie, come se continuasse a parlarmi. Grazie anche a te, ciao.
Ehm…. piccola simpatica catena…. 🙂
Grazie per la citazione, Prish: per domani provvederò a farmi venire in mente cinque titoli decenti… 🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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