Anche tu, vero Inclina il capo e ammicca: anche tu, vero? Poi sguaina un sorrisino a mezza bocca e fa un gesto come per dire eh, già.
Intendo la richiesta allusiva di un assenso da considerarsi mezzo assolutorio, la ricerca strisciante di una complicità che faccia sentire, se non innocenti, sicuramente meno peccatori.
Tutti sbagliano, ergo nessuno sbaglia.
Anche tu, vero? 
Anche io cosa? E se non provassi alcun rimorso, né fossi attraversato da sensi di colpa? E se, metti caso, nemmeno me ne importasse più?

2 responses to “Anche tu, vero?”

  1. Avatar Prishilla

    Ah, questo strisciante desiderio di gregge….
    buona giornata,
    prish

  2. Avatar Pim

    Che splendida espressione Prish. Splendida e appropriata – per quanto un gregge non strisci… 🙂
    Buona giornata anche a te.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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