Tempo fa, lessi un'intervista piuttosto interessante a un giovane intellettuale franco-tunisino dal nome quasi impronunciabile: Mehdi Belhaj Kacem. Mehdi è autore del saggio Pop Philosophie, dedicato ai simboli chiave della nostra epoca, e di un pamphlet sulle sommosse nelle banlieues, La psychose française. Le sue dichiarazioni sul mondo di internet e sulle relazioni che nascono on-line sono semplici e in qualche modo definitive. Le ho annotate: “Il virtuale è reale. È il nuovo strumento delle giovani generazioni: un puro mezzo tecnico. La difficoltà risiede nell'individuare il vero incontro nell'oceano di scambi attuali. Ci vuole pazienza. E io so essere paziente”.







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